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Schifani, via al rimborso per le famiglie sfollate di Niscemi: da 400 a 900 euro per chi ha lasciato casa

di Andrea Scarso -





Il rimborso per le famiglie sfollate di Niscemi diventerà operativo da domani. La Regione Siciliana ha annunciato un contributo economico immediato per i nuclei costretti a lasciare le proprie abitazioni dopo la frana che ha colpito il Comune del Nisseno. Si tratta di un sostegno che varia da 400 a 900 euro per famiglia, in base alla composizione del nucleo.

L’annuncio è arrivato al termine di una riunione operativa sul posto guidata dal presidente della Regione, Renato Schifani. L’obiettivo dichiarato è accelerare le procedure e alleggerire il peso economico per chi, da settimane, vive fuori casa.

Contributi immediati senza contratto d’affitto

Il meccanismo sarà semplice. Basterà l’ordinanza di sgombero per accedere al contributo: non servirà stipulare un contratto di affitto. Il sindaco potrà operare direttamente, su delega della Regione, per autorizzare i rimborsi.

«Vogliamo velocizzare tutto al massimo», ha spiegato Schifani, sottolineando che la priorità è garantire un alloggio a tutti gli sfollati e ridurre al minimo i tempi burocratici. Parallelamente, sarà possibile chiedere il rimborso per eventuali danni subiti, presentando la documentazione necessaria.

La Regione ha inoltre messo a disposizione alcuni alloggi dell’Istituto autonomo case popolari: tre sono già disponibili a Niscemi, altri si trovano nei Comuni vicini e potranno essere assegnati alle famiglie che sceglieranno questa soluzione.

I numeri dell’emergenza

Il quadro resta pesante. «Al momento gli sfollati sono 1.540», ha riferito il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, durante un’audizione alla Camera.

Le richieste per il Contributo di assistenza spontanea sono 464 e il Comune conta di liquidarle entro pochi giorni. Attualmente l’amministrazione sta fornendo assistenza diretta a 140 persone che non hanno trovato sistemazioni alternative. Gli altri hanno trovato ospitalità presso parenti, amici o in altre abitazioni.

La frana ha avuto ripercussioni anche sul tessuto economico e scolastico: 34 attività produttive sono state delocalizzate e 34 classi spostate, poiché tre istituti ricadono nella zona rossa. Il ripristino della rete del gas ha consentito la riapertura delle scuole.

Case da demolire nella fascia più a rischio

Il punto più critico riguarda i primi 50 metri del fronte della frana. Secondo quanto spiegato dall’amministrazione comunale, quell’area non potrà più essere abitata. Le abitazioni nella fascia tra 0 e 50 metri saranno demolite o destinate a crollare per effetto dell’assestamento del terreno.

I tecnici prevedono la formazione di un’inclinazione di circa 25 gradi, con un conseguente scivolamento e consolidamento del ciglio della frana. Per quelle case non ci sarà possibilità di rientro.

“Un segnale forte della Regione”

Schifani ha parlato di uno sforzo straordinario da parte della Regione, che avrebbe individuato fondi accantonati e residui di misure non utilizzate, senza intaccare investimenti già programmati. «La Regione c’è», è stato il messaggio ribadito durante l’incontro con amministratori locali, Protezione civile, forze dell’ordine ed esercito.

Il rimborso per le famiglie sfollate di Niscemi rappresenta dunque il primo intervento concreto dopo l’emergenza. Un sostegno economico immediato mentre si lavora alla gestione strutturale del dissesto e alla ricostruzione di una normalità che, per oltre mille persone, resta ancora lontana.

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