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Saldi invernali in Sicilia, da oggi 3 gennaio: sconti tra cautele e timori

di Vincenzo Migliore -





Il primo weekend dell’anno, seguito dal mini ponte della Befana, segna anche nell’Isola l’avvio dei saldi invernali. Gli sconti partono sabato 3 gennaio e accompagneranno consumatori ed esercenti fino al 15 marzo. Ma l’atmosfera, più che di entusiasmo, è di vigile attesa.

A fotografare il contesto è Confimprese Sicilia, che parla apertamente di una fase di debolezza del commercio di prossimità, soprattutto nei comparti non alimentari. «La spesa natalizia complessiva in Sicilia ha superato i 2 miliardi di euro – spiega Giovanni Felice – ma con una netta prevalenza dell’alimentare. I consumi non food restano fragili, mentre cresce l’e-commerce, con una fuoriuscita di spesa dal territorio e un’ulteriore pressione sui negozi di vicinato, già schiacciati da redditi bassi e costi fissi elevati».

Il nodo non è la contrapposizione tra online e negozio fisico, bensì la ricerca di un equilibrio tra modelli economici diversi. In questo scenario, i saldi invernali 2026 diventano un banco di prova decisivo per la tenuta del commercio locale.

Le stime dell’Federconsumatori restituiscono un quadro prudente: la spesa media sarà di 171,90 euro a famiglia, in lieve calo (-1,7%) rispetto a gennaio 2025. Solo un terzo delle famiglie approfitterà realmente delle promozioni, complice l’effetto prolungato del Black Friday e dei pre-saldi che hanno già intercettato una parte consistente dei consumi. Il divario resta marcato: c’è chi spenderà oltre 340 euro, chi si limiterà all’indispensabile e chi rinuncerà del tutto.

Abbigliamento, calzature e accessori guidano come sempre la classifica degli acquisti. Se a novembre e dicembre si è comprato soprattutto per regalare, ora – per chi può permetterselo – i saldi diventano l’occasione per concedersi qualcosa per sé.

Ma l’orizzonte resta carico di incognite. «I saldi sono una piccola boccata d’ossigeno, non certo una svolta. La situazione resta gravissima: i fatturati sono in calo, i consumi faticano a tornare ai livelli pre-Covid e le imprese devono fare i conti con margini sempre più ridotti, aumento del costo del personale, bollette elevate, pressione fiscale e concorrenza online.