Riserva dello Zingaro, riapertura sabato 14 marzo: un anno dopo l’incendio torna uno dei tesori naturali della Sicilia
A dodici mesi dal rogo che ha devastato oltre 1.600 ettari di area protetta, il gioiello naturalistico tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo rialza le sue porte. Parzialmente, ma è già una svolta.
La Riserva dello Zingaro si prepara alla riapertura. Da sabato 14 marzo, i visitatori potranno tornare a percorrere i sentieri di uno dei tratti di costa più suggestivi di tutta la Sicilia, affacciato sul mar Tirreno tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo. Un ritorno atteso, che arriva esattamente a un anno di distanza dall’incendio che nel marzo 2024 divorò circa 1.600 ettari di area protetta.
I lavori di ripristino: sentieri, staccionate e vegetazione
Prima della riapertura dello Zingaro, il dipartimento regionale per lo Sviluppo rurale ha completato buona parte degli interventi necessari a rendere il sito nuovamente fruibile in sicurezza. Le squadre al lavoro in questi mesi hanno rimesso in sesto i sentieri, sostituito e riparato le staccionate danneggiate e rimosso la vegetazione cresciuta spontaneamente che, nel frattempo, aveva finito per ostruire i percorsi.
L’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino ha parlato di una notizia positiva per tutta l’isola: restituire ai siciliani e ai turisti questo angolo di natura incontaminata, ha spiegato, è il risultato di mesi di lavoro intenso e rappresenta un segnale concreto per il turismo dell’intera area.
Come visitare la riserva: percorsi e accessi nella prima fase
In questa prima fase, l’accesso sarà consentito esclusivamente dall’ingresso sud. La zona nord resta temporaneamente off limits a causa di lavori affidati dal Comune di San Vito Lo Capo, che secondo le previsioni si concluderanno prima dell’inizio della stagione estiva.
Dal varco meridionale sarà possibile imboccare il sentiero costiero in direzione nord per circa 3,9 chilometri, fino all’incrocio con il tracciato che, attraversando la Contrada Sughero, conduce al sentiero di mezzacosta. Da lì si rientra verso l’ingresso sud, completando un anello di circa dieci chilometri tra mare, macchia mediterranea e paesaggi ancora segnati — ma non spenti — dal passaggio del fuoco.
Lungo il percorso sarà possibile visitare il Centro visitatori, il Museo naturalistico, il Museo della manna e il Museo dell’intreccio.
La prima riserva naturale d’Italia torna a vivere
Non è solo una questione di sentieri e cancelli: la riapertura della Riserva dello Zingaro ha un valore simbolico che va oltre il turismo. Istituita nel 1981 grazie a una mobilitazione popolare — fu la prima riserva naturale orientata della storia italiana — è da sempre un luogo identitario per la Sicilia e per il movimento ambientalista nel paese.
L’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino ha sottolineato come questo ritorno rappresenti la dimostrazione concreta che la Sicilia sa prendersi cura del proprio patrimonio naturale, tutelarlo e restituirlo alla collettività anche dopo eventi traumatici come quello dell’anno scorso.
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