Regionali 2027, la lunga marcia è già iniziata con De Luca
Il conto politico del 2026 arriva subito, senza sconti. La Sicilia entra in clima pre-elettorale con largo anticipo e lo fa per iniziativa di Cateno De Luca, che rompe gli indugi e mette in moto la macchina in vista delle regionali del 2027. Mancano quasi due anni al voto, ma la sensazione è che il cronometro abbia già iniziato a correre.
Il leader di Sud Chiama Nord annuncia un cambio di passo netto: il partito resta il suo riferimento politico, ma l’orizzonte si allarga. De Luca parla di un progetto che supera le sigle, i confini tradizionali e le liturgie di partito, affidato al centro studi “Ti Amo Sicilia”. Un laboratorio politico che verrà ufficialmente presentato a Caltagirone, nella tre giorni del 16, 17 e 18 gennaio, già indicata come uno snodo simbolico e strategico.
Mani libere e autonomia “4.0”
La scelta è chiara: nessun incarico di vertice nel partito, per evitare vincoli e condizionamenti. De Luca rivendica la necessità di avere “mani libere” per costruire una strategia più ampia, che punta a una forma di autonomia evoluta, definita senza giri di parole “Autonomia 4.0”. Un messaggio che intercetta un malessere diffuso e che si traduce in un appello esplicito a chi vuole partecipare alla costruzione di quello che viene definito un “Governo di liberazione”.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: mettere la Sicilia sopra i partiti, rompere con i personalismi, affrancare l’Isola da ciò che De Luca definisce “pizzo legalizzato”. Un lessico diretto, identitario, che parla a un elettorato stanco e disilluso.
Il partito si organizza, Lo Giudice al timone
L’iniziativa prende forma a Catania, durante l’incontro regionale con i coordinatori provinciali e i rappresentanti dei comitati territoriali. Un passaggio politico e organizzativo che serve a serrare le fila.A guidare il movimento è il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice, che rivendica il ruolo centrale dei territori e richiama tutti a una responsabilità collettiva: il 2026 viene indicato come l’anno decisivo per il radicamento e per la costruzione di una proposta credibile di governo. A De Luca, spiega Lo Giudice, va garantito lo spazio per fare ciò che gli riesce meglio: visione e strategia. La tre giorni di gennaio non sarà una semplice convention. Nelle intenzioni del movimento, dovrà segnare l’inizio di una fase nuova, con lo sguardo fisso sulle regionali del 2027. Un banco di prova per misurare compattezza, entusiasmo e capacità di parlare a un elettorato più ampio rispetto ai confini tradizionali del movimento
Una campagna che parte da lontano
La sensazione, netta, è che la campagna per le regionali 2027 sia già cominciata. De Luca ha scelto di giocare d’anticipo, scommettendo su un racconto che mescola autonomia, rottura con i partiti tradizionali e chiamata alla partecipazione. Resta da capire se questa lunga marcia saprà intercettare davvero il bisogno di cambiamento di una Sicilia stanca, ma ancora in cerca di una direzione credibile.
