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“Passaporto delle strade della ceramica siciliana”. Sei comuni in rete

di Redazione -





di Francesca Gallo– “Passaporto delle strade della ceramica siciliana”. Sei comuni in rete

Nasce in Sicilia una nuova rete di turismo esperenzia le legato alle ceramiche
artistiche isolane. L’iniziativa, denominata “Passaporto delle strade della
ceramica siciliana” mette in connessione sei città siciliane tra le più rinomate
per la maestria nel trasformare l’argilla in maioliche artistiche. Un percorso che
nell’agrigentino collega Sciacca e Burgio, Caltagirone nel Catanese, Santo
Stefano di Camastra in provincia di Messina, Monreale e Collesano nel
Palermitano.
Sei Centri di antica tradizione ceramica che puntano su un passaporto comune,
la cui finalità, perseguendo la già consolidata formula dei cammini religiosi, è
quella di spostare flussi turistici da un Comune all’altro.
Un vero e proprio cammino artistico che punta a promuovere il turismo
esperenziale e culturale e nel contempo a valorizzare le tradizioni ceramiche
delle comunità coinvolte, attraendo visitatori amanti dell’arte ceramica e delle
tradizioni locali.
La funzione del “passaporto” è quella di certificare, con apposito timbro,
l’avvenuto passaggio da ognuno dei sei Comuni, accomunati da antica
tradizione ceramica e già riuniti nelle strade della Ceramica Siciliana. Una
volta completato, i possessori del passaporto potranno accedere a promozioni e
sconti presso le attività convenzionate. Un riconoscimento simbolico, poiché la
vera sfida del progetto è quella di promuore il turismo esperenziale legato alle
ceramiche artistiche siciliane.
“Un viaggio che sposa 250 aziende in cui lavorano duemila addetti — spiega
Francesco Re, sindaco di Santo Stefano di Camastra e vicepresidente
dell’Associazione Italiana Città delle Ceramiche — che da secoli tramandano i
loro segreti di padre in figlio, producendo un fatturato da 100 milioni di euro
l’anno”.
“Il “Passaporto delle strade della ceramica siciliana” è un’opportunità unica per
ceramisti, operatori turistici e ristoratori. Un’iniziativa che per il Comune di
Sciacca – dichiara l’assessore alle attività produttive Francesco Dimino –
rappresenta un punto di svolta, a cominciare dalla sinergica collaborazione tra
gli Enti coinvolti che diventa la vera forza trainante del progetto, sia in ambito
turistico che commerciale. Mettere a sistema diversi Comuni significa fare rete,
fare una promozione comune, aperta al mondo, nell’ottica di un ampliamento

del settore ceramico, oggi in lenta ripresa dopo le congiunture negative
scaturite dal post covid che hanno condizionato l’economia in generale.
Il progetto, ampiamente illustrato alla recente Bit di Milano, nel palco
principale della Regione Sicilia, ha fatto registare ampi consensi come esempio
da seguire di collaborazione tra più Comuni. A breve approderà anche all’Ars e
potrebbe essere operativo già ai primi di luglio.
I Comuni aderenti, hanno, intanto, provveduto a pubblicare gli avvisi per la
ricerca nel campo dell’imprenditoria privata degli aderenti all’iniziativa, quali,
strutture ricettive, ceramisti, operatori del settore turistico.
In questa prima fase Sciacca ha già fatto registrare l’adesione di 15 attività, tra
struture ricettive e ceramisti – evidenzia l’assessore, invitando a partecipare in
modo massiccio al progettto. Le attività aderenti saranno i punti di ritiro e
timbratura del passaporto, divenendo attori principali di un percorso che
metterà in mostra il meglio delle ceramiche artistiche siciliane e dei luoghi
dove l’arte dedicata ad ogni singola maiolica segue elevati standard di qualità,
grazie a un’attenta scelta delle argille e dei colori da utilizzare, frutto anche di
una lunga esperienza acquisita nel tempo.
“Nel nostro settore – evidenzia il maestro ceramista saccense Antonino Carlino

  • operiamo tutti secondo un regime concorrenziale basato, non tanto sul prezzo,
    ma sulla qualità del prodotto tra una bottega e l’altra, ognuna delle quali è
    caratterizzata da una produzione propria, di nicchia, diversificata, che va dalle
    sculture, alla figurinistica per le forniture agli enti militari, dalle pigne, agli
    elementi d’arredo per giardino e per la casa. Il turista che entra nelle nostre
    botteghe chiede innanzitutto l’originalità del prodotto. Vuole garanzie sul
    manufatto, che sia vero artigianto, rigorosamente fatto a mano e realizzato
    secondo le tradizionali tecniche di lavorazione”.
    Un’arte antica quella della lavorazione della ceramica in Sicilia, tramandata di
    generazione in generazione. A Sciacca viene fatta risalire all’VIII e VI
    millennio a. C. e ancora oggi rispetta forme e colori dell’antica tradizione. Nelle
    abili mani degli artigiani ceramisti l’argilla prende forma, diventa creazione,
    autentico specchio dell’identità territoriale. Ne è un esempio la giara prodotta
    dal maestro ceramista Antonino Carlino che attraverso la raffigurazione di
    spettacolari fasce narrative omaggia l’arte del corallo di Sciacca: al centro
    spiccano scene dei raccoglitori di corallo, in verde ramina, e rami di corallo che
    si intersecano tra rosette, fragole, melograni, tralci d’uva, campanelle, fiori di
    acanto, mascheroni e puttini, simbologia dell’abbondanza. Al piede del
    manufatto la foglia trilobata, che per i ceramisti saccensi rispetta il colore del
    bianco-azzuro, e per i corallari diventa arancione a simboleggiare il pendente a
    tre goccie; mentre nella parte del collo risalta la “rosetta”, spesso in giallo o
    celeste, che qui diventa arancione; a cornice della fascia narrativa centrale,

invece, vengono illustrate le cosiddette “uliere”, le collane di corallo che le
nobildonne portavano in numero di 33 sfere.
Capolavori di autentica artigianalità che diventano fonte di attrazione turistica e
volano di promozione del territorio, attraverso un’iniziativa come quella del
“Passaporto delle strade delle ceramiche siciliane” che può davvero
trasformarsi in opportunità di sviluppo per l’intera filiera. Uno strumento
capace di intercettare quel turismo fuori dai circuiti classici, un turismo colto,
emancipato, che ha voglia di viaggiare, sfruttando un percorso che coinvolge
oltre ai ceramisti, le strutture ricettive e museali dell’Isola.