AST, i lavoratori portano una bara davanti a palazzo dei Normanni: “Schifani, solo tu ci puoi salvare”
I dipendenti dell’Azienda siciliana trasporti scendono in piazza contro i licenziamenti e i trasferimenti. Nel mirino il presidente Luigi Genovese, di cui chiedono le dimissioni. Trentacinque somministrati hanno già perso il posto.
Una bara portata in corteo come simbolo della morte dell’azienda. È l’immagine più forte della protesta con cui una quarantina di lavoratori AST si è radunata questa mattina davanti a palazzo dei Normanni a Palermo, sede dell’Assemblea regionale siciliana, per chiedere un intervento urgente della Regione sulla crisi dell’Azienda siciliana trasporti.
Tra gli striscioni esposti, uno in particolare era rivolto direttamente al presidente della Regione: «Presidente Schifani, solo tu ci puoi salvare». Un appello esplicito, che fotografa il senso di abbandono di chi teme per il proprio futuro lavorativo.
“Prima assumere, ora licenziare”: la rabbia dei somministrati
Al centro della protesta dei lavoratori AST a Palermo c’è la questione dei dipendenti somministrati, categoria che negli ultimi anni aveva maturato aspettative concrete di stabilizzazione. «La legge Madia prevedeva l’assorbimento dei somministrati — denunciano i manifestanti — prima si parlava di assumere, oggi si parla di licenziamenti e trasferimenti».
La svolta è arrivata il 19 marzo scorso, giorno in cui è scaduto il contratto per i 157 lavoratori somministrati dell’azienda. Per 122 di loro è stata concessa una proroga di circa due mesi e mezzo, fino al 9 giugno. Per gli altri 35, invece, il rapporto di lavoro si è già concluso.
Chi lascia e dove: il dettaglio delle sedi
Le uscite non sono distribuite in modo uniforme sul territorio. A Modica si concentra il numero più alto di lavoratori che lasciano l’azienda: 12. Seguono Palermo con 10, Siracusa con 9 e Catania con 4. Le sedi periferiche di Messina e Trapani non registrano invece alcuna riduzione di personale.
Genovese si dimetta: la richiesta dei manifestanti
Oltre al grido d’allarme sulla tenuta occupazionale, i lavoratori avanzano una richiesta politica precisa: le dimissioni del presidente AST Luigi Genovese e la nomina di un direttore generale che guidi l’azienda in questa fase critica. Due condizioni che, secondo i manifestanti, rappresentano il presupposto minimo per avviare qualsiasi percorso di rilancio dell’ente.
La protesta di oggi segna un’escalation nella vertenza: dopo settimane di trattative senza esito, i dipendenti hanno scelto di portare la bara simbolica direttamente sotto le finestre del parlamento siciliano.
