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Cronaca

In stato di fermo i tre migranti che, insieme ad altri, hanno devastato il CPR di Milo

Individuati grazie alle immagini delle telecamere. Rispetto agli altri, avevano il volto scoperto

di Redazione -





Svolta nelle indagini sulla rivolta che ha devastato il Centro per il rimpatrio di Trapani. Tre persone sono state arrestate per i disordini e gli incendi nella struttura. In particolare due tunisini e un marocchino, con precedenti per reati contro il patrimonio e droga sono finiti in carcere. A differenza degli altri connazionali, hanno agito a volto scoperto. La polizia, pertanto, è riuscita ad individuarli grazie alle telecamere collocate nell’immobile di contrada Milo. I fatti risalgono allo scorso 22 gennaio quando due incendi vennero appiccati nella struttura. Un gruppo di ospiti hanno accatastato coperte e cumuli di carta e plastica, poi hanno dato fuoco ai materassi. Il fumo ha invaso il centro, rendendo l’aria irrespirabile.
Un particolare è inquietante: alcuni rivoltosi dopo aver appiccato l’incendio hanno chiuso le porte delle stanze per arrecare maggiori danni. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, quando sembrava che la situazione fosse ritornata alla normalità, altri incendi sono stati appiccati sempre con le stesse modalità in altri padiglioni, rendendo gran parte dell’edificio inagibile. A condurre le indagini gli agenti della Squadra mobile. I disordini e gli incendi sono l’apice di una situazione divenuta insostenibile, da tempo, al cpr di contrada Milo. Al centro “sono rimaste 40 persone – assicura la Prefetta Daniela Lupo – Circa 100 persone sono state ricollocate dopo l’incendio provocato dagli stessi migranti per protesta contro le condizioni di vita critiche”. Nei giorni scorsi c’è stata una visita ispettiva di una delegazione del Pd, guidata dalla deputata Giovanna Iacono che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno Piantedosi.