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Il braccio di ferro sull’ex Blutec e sul destino degli operai

di Redazione -





di ANGELO VITALE
Ex Blutec: ritornano lo scetticismo, lo sconforto, la delusione.
Dopo un mese e mezzo dall’ok del ministro Adolfo Uso all’aggiudicazione del sito di Termini Imerese alla Pelligra Italia Holding e i sempre più robusti rumors sulle intervenute difficoltà – i sindacati fin da subito avevano pensato bene di sospendere ogni giudizio definitivo sull’operazione con la richiesta di conoscere con esattezza il piano di riconversione e, soprattutto, la sorte degli operai del sito – arriva la conferma del deposito al Tar del Lazio del ricorso per l’annullamento, previa sospensiva, del provvedimento di assegnazione della gara di cessione di quello che fu il sito produttivo da cui, nei ’70, uscivano le auto di piccola cilindrata della Fiat e della Lancia, poi dismesso nel 2011 dal Gruppo di Torino e dopo 4 anni acquisito dalla newco del gruppo Metec per la produzione di componentistica automotive.
Il braccio di ferro comincia, sulla gara, per decisione della cordata Sciara Holding Ltd e Smart City group Scrl, la cui offerta non era stata ritenuta congrua dai commissari straordinari che valutarono le proposte per acquisire lo stabilimento.
Già alla fine del mese scorso il ricorso era stato notificato al ministero guidato da Adolfo Urso, ai commissari straordinari dell’ex Blutec, all’Avvocatura dello Stato e alla stessa Pelligra Italia holding che aveva rilevato lo stabilimento con una offerta di 8 milioni di euro promettendo la riqualificazione dell’area industriale, la conferma di 350 posti di lavoro sugli attuali 550, il via di un percorso da 30 milioni di euro per il pensionamento dei rimanenti lavoratori.
Propositi da portare a conclusione – la somma è già stanziata dalla Regione Siciliana – come l’intero piano non ancora compiutamente discusso. Mentre, sull’innesco dell’azione legale ora formalizzata dalla cordata, il Mimit aveva provato ad argomentare, sostenendo che ogni azione di vigilanza sull’aggiudicazione della gara era stata guidata dalll’intento di “scongiurare il pericolo di una conversione in fallimento dell’amministrazione straordinaria”.
LA PREOCCUPAZIONE DEI
SINDACATI
I sindacati, da ieri, alzano l’asticella delle preoccupazioni dopo aver atteso che, per oltre un mese, fossero resi noti i dettagli precisi delle linee guida del piano di riconversione che pure la cordata ricorrente afferma essere stato finora noto solo alla holding di Pelligra e ai commissari che l’hanno valutato.
La Uil, con la segretaria regionale Luisella Lionti e il coordinatore Uilm Sicilia Enzo Comella, dà la sveglia al governo nazionale e a quello regionale chiedendo un immediato confronto, ancor più urgente in considerazione della prossima chiusura in novembre dell’amministrazione straordinaria. E, vedendo nero per 560 lavoratori diretti e 200 dell’indotto, fa sapere a chiare lettere che “nel caso il ricorso venga accolto e non ci sia una ulteriore proroga dell’amministrazione straordinaria, siamo a pronti a intraprendere azioni legali contro chi ha provocato i licenziamenti. Questo rallentamento, o anche uno stop, delle procedure con nuova gara causerebbero ulteriori ritardi a una vertenza ormai ventennale”. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Nobile, segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani.
Sulla vicenda sono arrivate pure le parole dell’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo. “Il governo Schifani si schiera al fianco dei lavoratori ex Blutec dopo il ricorso presentato al Tar da Sciara Holding, la quale ha perso il bando di appalto”,è la prima constatazione di questa svolta.
“In attesa che il Mimit si pronunci sul da farsi”, Tamajo ribadisce “il sostegno totale ai lavoratori. Rispettiamo la decisione di Sciara Holding, anche se inaspettata viste le loro dichiarazioni delle scorse settimane, ma non possiamo trascurare il benessere dei dipendenti rispetto a questo ricorso”. Con l’auspicio che non siano trascorsi invano “anni di silenzi e oblio riguardo la vicenda ex Fiat”. Una palla rilanciata nel campo del Mimit, le parole attese diventano quelle di Urso.