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Cronaca

Niscemi, Musumeci: «Su questa frana trent’anni di silenzio»

di Andrea Scarso -





Sulla vicenda della frana di Niscemi «per troppo tempo è calato un silenzio assordante». Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, intervenendo all’Università di Messina durante il convegno “Diritto alla sicurezza e protezione civile”.

Il riferimento è a una situazione che, secondo il ministro, si trascina da decenni e sulla quale oggi sono stati finalmente stanziati 150 milioni di euro per intervenire sulla sicurezza del territorio.

Le risorse serviranno a regimentare le acque nella zona a valle dell’area interessata dal dissesto e ad avviare la demolizione delle abitazioni che avrebbero dovuto essere abbattute già trent’anni fa. Nel frattempo la magistratura ha aperto un’indagine per accertare eventuali responsabilità e capire chi, in questo lungo arco di tempo, avrebbe dovuto intervenire senza farlo.

Nel suo intervento Musumeci ha allargato il ragionamento al tema della prevenzione del rischio idrogeologico. Quando la prevenzione non diventa una priorità, ha osservato, si finisce per scivolare in una sorta di fatalismo che porta ad accettare i disastri come inevitabili. È un atteggiamento che, secondo il ministro, ha spesso accompagnato le emergenze legate alla fragilità del territorio italiano.

Il caso di Niscemi, ha spiegato, è emblematico. Dopo l’attenzione iniziale, già nei primi anni Duemila il tema era progressivamente scomparso dal dibattito pubblico. Eppure nel 2005 una commissione tecnico-scientifica aveva già segnalato la gravità della situazione, spiegando che non era possibile fermare la frana ma soltanto cercare di limitare i danni e mettere in sicurezza ciò che era ancora recuperabile.

Da qui una serie di interrogativi sollevati dal ministro: perché in quell’area si continuava a vendere e acquistare case, perché venivano autorizzate ristrutturazioni e perché non furono realizzati gli interventi di prevenzione indicati dagli esperti, come la piantumazione di alberi e altre opere di stabilizzazione.

Domande che, ha concluso Musumeci, non possono trovare risposta nella politica. «Bisogna capire perché in trent’anni chi doveva fare il proprio dovere non lo ha fatto», ha detto. Sarà l’inchiesta della magistratura a chiarire cosa sia accaduto davvero e a spiegare le ragioni di quel lungo silenzio che ha accompagnato la vicenda di Niscemi.

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