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Etna, esplosione impulsiva alla Bocca Nuova: nube di cenere durata circa due minuti

di Edoardo Gentile -





Un’esplosione impulsiva dell’Etna è stata registrata nel primo pomeriggio di oggi al cratere Bocca Nuova. Il fenomeno, durato circa due minuti, è stato rilevato alle 13.12 dai sistemi di monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Osservatorio etneo di Catania, ed è stato accompagnato da un’emissione di cenere.

Secondo quanto comunicato dai vulcanologi, l’episodio rientra nelle normali dinamiche di attività del vulcano e, al momento, non presenta elementi di particolare criticità.

Il segnale registrato dai sistemi di monitoraggio

Dal punto di vista sismico, nello stesso orario è stato registrato un transiente di ampiezza superiore alla norma, un segnale breve ma intenso che gli esperti collegano direttamente all’attività esplosiva osservata al cratere.

All’evento è stato associato anche un segnale infrasonico, localizzato nell’area della Bocca Nuova. Questo tipo di rilevazione, spiegano gli esperti, è tipico delle esplosioni vulcaniche e viene utilizzato per confermare e localizzare i fenomeni che avvengono in superficie.

Il termine “impulsiva” indica proprio la natura del fenomeno: un’esplosione che inizia e si esaurisce in un arco di tempo molto breve, come nel caso odierno, durato circa due minuti.

Nessun legame con il terremoto del mattino

L’Ingv ha inoltre precisato che non esiste alcuna correlazione tra l’esplosione impulsiva dell’Etna e il terremoto di magnitudo 4.5 registrato alle 7.05 sul versante del vulcano, in territorio di Ragalna.

I due eventi, spiegano i ricercatori, appartengono a dinamiche geologiche differenti e non risultano connessi tra loro.

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Tremore vulcanico in moderato aumento

Nelle prime ore della giornata gli strumenti dell’Osservatorio etneo hanno registrato anche un moderato incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, il parametro che misura l’energia dei condotti magmatici all’interno dell’edificio vulcanico.

L’aumento è stato osservato fino alle 9.40 circa, quando il valore si è stabilizzato nella fascia media, dove si mantiene attualmente.

La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore risulta nell’area compresa tra il cratere di Nord-Est e la Voragine, a una profondità media di circa tre chilometri sopra il livello del mare.

L’attività del vulcano resta quindi sotto costante monitoraggio da parte dell’Ingv, che continua a seguire l’evoluzione dei parametri geofisici dell’Etna.