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Arresti durante la manifestazione a Catania: due persone in carcere per devastazioni e saccheggi

di Andrea Scarso -





Due persone sono state arrestate e altre tredici denunciate dalla Digos dopo i violenti scontri avvenuti durante la manifestazione contro il Ddl sicurezza del 17 maggio scorso a Catania. Le misure cautelari, eseguite all’alba, sono state disposte dal Gip su richiesta della Procura distrettuale. Il corteo, promosso dalla “Rete No Ddl sicurezza Catania”, era iniziato in modo pacifico, ma una frangia di manifestanti si è presto staccata dal gruppo principale e ha attaccato i reparti della Polizia di Stato impegnati nella gestione dell’ordine pubblico. Contro gli agenti sono stati lanciati pietre, bombe carta e ordigni incendiari, successivamente analizzati dagli artificieri e classificati come ad alto potenziale deflagrante.

Ordigni, petardi e violenze contro agenti e passanti

Le ricostruzioni degli investigatori indicano che alcuni partecipanti avrebbero costruito una rudimentale base di lancio per far esplodere una batteria di petardi, uno dei quali ha colpito un poliziotto alla nuca. La violenza è proseguita lungo il percorso della manifestazione: individui completamente travisati hanno danneggiato con pietre e martelli le vetrine di negozi e alberghi, causando panico tra le persone in transito. Facciate di edifici pubblici e privati sono state imbrattate con scritte come “uccidi gli sbirri” e “secondino assassino”, tracciate mentre i responsabili tentavano anche di distruggere sistemi di videosorveglianza per ostacolare l’identificazione.

Identificazioni dopo l’analisi dei filmati e nuovi sviluppi investigativi

Nei giorni successivi ai disordini, la Digos ha analizzato ore di filmati confrontando immagini prima e dopo la manifestazione. Nonostante la frangia più violenta fosse composta da persone travisate e vestite in modo uniforme per rendersi irriconoscibili, gli investigatori sono riusciti a individuare e denunciare i presunti responsabili. I due arrestati, ritenuti leader di ambienti anarcoinsurrezionalisti di Catania e Bari, devono rispondere di devastazione, saccheggio, danneggiamento, resistenza e lancio di ordigni incendiari. Per un terzo indagato è stato emesso un mandato di cattura europeo, trovandosi all’estero al momento dell’operazione. Tra i 13 denunciati figura anche una persona accusata di rapina per aver aggredito un agente della Polizia locale sottraendogli la paletta di ordinanza.