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Cronaca

Altavilla, proseguono le indagini sui “fratelli di fede”

di massimilianoadelfio -





Continuano le indagini sulla strage di Altavilla Milicia, gli investigatori proseguono il lavoro da Palermo fino ad arrivare a Termini Imerese. Perché sembrerebbero esserci altri “fratelli di fede” ad allargare il cerchio di Giovanni Barreca, Massimo Carandente e Sabrina Fina. I riferimenti che hanno portato gli inquirenti a indagare sono stati dati sia dal 50enne compagno di Sabrina, sia dalla primogenita dei Barreca che avrebbe partecipato attivamente agli esorcismi e alle violenza nella villetta familiare. “Massimo e Sabrina ci avevano detto che domenica saremmo dovuti andare nella loro chiesa per testimoniare, credo che la chiesa sia a Termini Imerese” aveva dichiarato durante l’interrogatorio la 17enne, mentre Carandente aveva fatto riferimento ai “fratelli” che si sono impegnati “riunendosi in preghiera”. Si presuppone, quindi, che il gruppo di preghiera o la setta religiosa, sia stato molto più ampio: ma fino a dove? Chi ne farebbe parte? Anche se la domanda che si fanno gli investigatori riguarda quello che è accaduto nella casa dei Barreca: qualcuno sapeva cosa stava accadendo? È stata un’iniziativa della coppia o c’è un ispiratore che ha agito nell’ombra? In ogni caso, in molti sapevano – o meglio si parlava – delle abitudini dei alcuni componenti della famiglia Barreca, anche della questione religiosa e che “fossero posseduti dal demonio”. In molti sapevano che nella villetta di Altavilla Milicia si stava combattendo una “battaglia” contro Satana. Sembrerebbe tuttavia essere escluso, al momento, è che qualcuno fosse informato che il rito di purificazione prevedesse sevizie e morte. Tanto meno lo erano gli amici e i compagni di scuola di Kevin, a cui il 16enne ha inviato i suoi ultimi messaggi che facevano riferimento a quanto in quella casa stava accadendo. Le risposta che cercano gli investigatori potrebbero arrivare dai cellulari degli accusati, ora sotto sequestro, e dal materiale “religioso” repertato. Intanto, oggi, nel carcere Pagliarelli Sabrina Fina e Massimo Carandente incontreranno l’avvocato Marco Rocca. “Ho fatto richiesta di incontrare tutti e due i miei assistiti. Sono stato nominato da Fina perché conosco il fratello che ha collaborato con me quale esperto informatico. È stato lui a chiedermi di difendere la sorella, una volta che il legale di Carandente ha rinunciato all’incarico“. Sulla tragedia per esprimersi attende di leggere le carte: “Al momento ho letto le ricostruzioni giornalistiche. Attendo di potere visionare tutti gli atti di cui ho fatto richiesta e poi potrò iniziare il mio lavoro”.