A Montevago muore a 16 anni Carlo Pendola, comunità sotto choc
La notte di Montevago si è spezzata nel fragore improvviso di un incidente che non ha lasciato scampo. Un ragazzo di appena sedici anni, Carlo Pendola, studente del liceo scientifico «Fermi» di Sciacca, ha perso la vita dopo essere caduto dalla moto che stava guidando nel cuore del centro abitato. Un’altra giovane esistenza falciata, un’altra famiglia precipitata nell’abisso del dolore, un’altra comunità che si ritrova a stringersi attorno a un vuoto immenso.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane avrebbe perso il controllo del mezzo lungo viale XV Settembre – in un tratto urbano che solo in apparenza non nasconde insidie – cadendo rovinosamente a terra. Indossava regolarmente il casco, ma l’impatto è stato devastante. Non risultano altri veicoli coinvolti. Subito soccorso, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale «Giovanni Paolo II» di Sciacca, dove i medici hanno tentato il possibile. Ma il suo cuore ha smesso di battere poco dopo il ricovero.
I rilievi dei carabinieri di Menfi e Santa Margherita di Belìce hanno confermato la dinamica: una caduta autonoma, improvvisa, definitiva. Una fatalità che apre interrogativi, amplifica il dolore e restituisce una fotografia sempre più inquietante della sicurezza stradale nell’Isola, già segnata da una catena di tragedie negli ultimi giorni.
La vittima – un ragazzo conosciuto, figlio di un insegnante – divideva il suo tempo tra lo studio e le passioni tipiche della sua età. Una normalità spezzata in pochi secondi, nel buio di una sera qualunque. Nel pomeriggio la salma sarà trasferita a Santa Margherita di Belìce; domani si terranno i funerali, attesi come un abbraccio collettivo a una famiglia che si ritrova a vivere l’inenarrabile.
