Attacco hacker ai supermercati, banchi frigo Coop manomessi a Catania e Palermo
Banchi frigoriferi riprogrammati a distanza, temperature fuori controllo e surgelati da gettare via. È questo il bilancio dell’attacco hacker ai supermercati che nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre ha raggiunto anche la Sicilia, prendendo di mira alcuni punti vendita a insegna Coop tra Catania e Palermo. L’episodio si inserisce in un’ondata di incursioni informatiche che negli ultimi giorni ha colpito la grande distribuzione alimentare in diversi Paesi europei. Sul caso lavorano adesso la Polizia postale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, mentre a Roma la vicenda è arrivata sul tavolo del governo.
Cosa è successo nei punti vendita Coop di Catania e Palermo
I negozi interessati fanno capo al gruppo Radenza, l’azienda con sede a Modica che gestisce la rete Coop nell’isola e conta circa 450 punti vendita in Sicilia. Secondo quanto riferito dal direttore generale Giuseppe Spadaro, le conseguenze dell’intrusione si sono manifestate in almeno tre strutture del capoluogo etneo e in una di Palermo. Chi ha condotto l’operazione è riuscito ad alterare da remoto le impostazioni degli impianti di refrigerazione: i banchi si sono scaldati e i prodotti esposti si sono deteriorati.
“L’attacco è avvenuto alle 4 del mattino”, ha spiegato Spadaro, che ha poi illustrato le prime contromisure adottate dall’azienda: “Stiamo calcolando i danni. In alcuni casi abbiamo risolto. Abbiamo già contattato l’Agenzia per la cyber-sicurezza nazionale e attivato i protocolli per fare indagini in profondità”.
Sulla natura dell’incidente si è espresso anche l’amministratore delegato Danilo Radenza, chiarendo che nel mirino è finita la piattaforma con cui l’azienda controlla e regola a distanza i congelatori. “Abbiamo verificato che si tratta di un attacco al nostro sistema di telecontrollo dei banchi surgelati. Da uno screening attento sembra che non ci siano ulteriori danni, ma l’attacco c’è stato”, ha dichiarato.
Le indagini sull’attacco hacker ai supermercati siciliani
Gli investigatori della Polizia postale stanno lavorando per risalire all’origine delle intrusioni e per stabilirne la reale portata. Uno dei nodi principali riguarda i possibili collegamenti con gli episodi denunciati fuori dall’Italia. Nelle ultime ore anomalie simili sono state segnalate da catene alimentari in Belgio, Svezia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Irlanda, sulla scia di un primo caso emerso in Francia a metà ottobre. Lo schema descritto è ricorrente: gli impianti vengono raggiunti attraverso i sistemi di gestione remota e gli sbrinamenti vengono avviati a distanza, facendo salire la temperatura ben oltre i limiti previsti per la conservazione dei cibi.
Finora nessun gruppo ha rivendicato le azioni. Anche il perimetro siciliano dell’attacco hacker ai supermercati resta da definire con precisione: oltre ai negozi del gruppo Radenza, nell’isola sono in corso verifiche su altri esercizi della grande distribuzione, in particolare nel Ragusano, e il conteggio complessivo delle strutture coinvolte potrebbe crescere nei prossimi giorni.
Attacco hacker ai supermercati, vertice a Palazzo Chigi
La vicenda ha assunto in breve tempo una dimensione nazionale. Per oggi alle 11.30 è stata convocata a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con la partecipazione del direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dei vertici dei servizi di informazione. Anche il Copasir si è mosso e ha messo in agenda le audizioni dei direttori dell’Aisi e dell’Acn.
Per ridurre il rischio di un nuovo attacco hacker ai supermercati, già nella serata di lunedì l’Agenzia aveva diramato un’allerta rivolta alle aziende della distribuzione alimentare, della logistica del freddo, della refrigerazione industriale e della manutenzione degli impianti. Le indicazioni chiedono di verificare se i sistemi di controllo e di assistenza remota siano raggiungibili da internet, di separarli dalle reti informatiche aziendali, di proteggere gli accessi esterni con reti private virtuali e autenticazione a più fattori, di rivedere le utenze con privilegi elevati e di aggiornare o sostituire i dispositivi non più supportati dai produttori. In Italia l’Agenzia ha ricevuto inoltre la notifica di un incidente da parte di un’impresa toscana della ristorazione collettiva e ha individuato un attacco a un produttore emiliano di surgelati. Per oggi era stato fissato anche un confronto con le federazioni di settore e con le principali catene nazionali.