Frana di Niscemi, via libera a 34 milioni per il versante nord
Via libera ai 34 milioni per il versante nord
La frana di Niscemi entra in una nuova fase operativa. Il commissario nazionale Fabio Ciciliano, che guida anche il dipartimento della Protezione civile, ha approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali per il versante nord, con interventi per un totale di 34 milioni di euro. Il decreto è stato firmato il 30 ottobre e la somma è suddivisa in due stralci funzionali da 17 milioni ciascuno.
L’intervento è finanziato con fondi della Protezione civile nazionale destinati al contrasto del rischio idrogeologico e riguarda anche la delocalizzazione della strada provinciale 12. Il piano punta a risolvere in via prioritaria l’emergenza legata al corpo di frana settentrionale e a ripristinare in sicurezza la viabilità locale. Si tratta di un documento di fattibilità, quindi di un passaggio che precede le fasi successive di progettazione dei lavori. Va ricordato che il fronte franoso si è riattivato a gennaio, quando tra il 25 e il 26 una frana massiva ha colpito il versante sud-ovest dell’abitato senza provocare vittime. La frana ha inoltre costretto molte famiglie a lasciare le proprie abitazioni. Da allora la situazione è rimasta sotto monitoraggio costante, mentre l’attenzione delle istituzioni si è concentrata sulla messa in sicurezza dei diversi settori del movimento franoso, considerato una delle frane più vaste d’Europa.
Gli interventi previsti sulla frana di Niscemi
Il primo stralcio riguarda il corpo della frana di Niscemi nel suo settore settentrionale. Prevede la regimentazione delle acque superficiali tramite canali di gronda, la riprofilatura dei pendii con canne drenanti profonde e la sutura delle lesioni del terreno. A questi lavori si aggiungono il ripristino del reticolo idraulico e la realizzazione di “briglie strutturali sui calanchi”, opere che servono a regolare il deflusso dell’acqua lungo i versanti.
Il filo conduttore è quindi il controllo delle acque, perché la loro circolazione incide in modo decisivo sulla stabilità dei terreni. Il secondo stralcio riguarda invece la viabilità. Comprende la delocalizzazione della strada provinciale 12, interdetta dallo scorso gennaio, con l’adeguamento della sede stradale e la costruzione di nuove opere di sostegno geotecnico. Sono previsti inoltre il rifacimento dell’illuminazione e della segnaletica e la risagomatura della carreggiata. L’obiettivo è ripristinare in sicurezza la viabilità locale, compromessa proprio dalla chiusura della Sp 12. Per i residenti e per chi attraversa quest’area ogni giorno, dunque, il secondo stralcio rappresenta il tassello più vicino alla vita quotidiana, accanto agli interventi più tecnici sul corpo di frana. La spesa, è ripartita in parti uguali tra i due interventi. Resta il fatto che la frana di Niscemi, per estensione e complessità, richiede lavori diversi per ogni settore.
Frana di Niscemi, il quadro dei fondi e i prossimi passi
Il via libera per il versante nord segue di poche settimane quello per la parte centrale. Il 9 ottobre, infatti, era stato approvato il documento di fattibilità relativo alla cosiddetta frana centrale, con un investimento di 32 milioni di euro per un’unica galleria drenante profonda lunga circa un chilometro e mezzo. L’opera è ritenuta prioritaria per controllare la circolazione delle acque sotterranee, ridurre la pressione dell’acqua nel terreno e stabilizzare il corpo centrale. Sommati, i due documenti valgono 66 milioni di euro, all’interno del piano complessivo da 75 milioni previsto per la messa in sicurezza della frana di Niscemi.
Le risorse fanno parte dei 150 milioni disponibili per l’emergenza, secondo l’ordinanza firmata da Ciciliano il 4 agosto: metà è destinata a indennizzi e demolizioni, l’altra metà alle opere idrauliche e alla sicurezza del versante. Con un altro decreto, il commissario aveva inoltre assegnato al Comune di Niscemi 688 mila euro come anticipazione per il contributo di autonoma sistemazione destinato agli sfollati. Le fonti consultate non indicano ancora i tempi di avvio dei cantieri. Il passo successivo sarà la progettazione delle opere approvate, e da lì dipenderà il calendario con cui la città potrà vedere i primi interventi concreti sui due versanti interessati.