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Istruzione

Tirocinio di infermieristica a Ragusa: cambia tutto per gli studenti iblei

di Andrea Scarso -





Gli studenti ragusani iscritti al corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Catania non dovranno più lasciare la provincia per svolgere il tirocinio curricolare. Lo ha reso noto, dopo l’incontro tenutosi martedì 8 settembre al Rettorato catanese, il consigliere comunale di Ragusa Gaetano Mauro (MPA), che ha seguito da vicino la vicenda insieme a una delegazione di universitari iblei. Una volta completato l’ultimo passaggio formale al Senato Accademico, il tirocinio di infermieristica potrà svolgersi direttamente nelle strutture sanitarie della provincia di Ragusa, senza più la necessità di spostarsi verso Catania o altre città siciliane.

La richiesta degli studenti

A dare avvio alla vicenda è stato un gruppo di studenti ragusani, che negli scorsi mesi si è rivolto al consigliere comunale per segnalare le difficoltà legate all’obbligo di svolgere il tirocinio fuori dalla provincia di residenza. Una condizione che comportava spese di viaggio ricorrenti, trasferte periodiche e non pochi problemi organizzativi, con effetti che ricadevano anche sui bilanci familiari. Mauro ha raccolto la segnalazione e l’ha portata direttamente al rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti, avviando un confronto istituzionale che si è rivelato risolutivo. Sul risultato ottenuto, il consigliere non usa mezzi termini: “È un risultato storico, come lo hanno definito gli stessi studenti – afferma Gaetano Mauro – perché risolve un problema che incide concretamente sulla loro vita universitaria e su quella delle loro famiglie”. Secondo Mauro, poter restare nel proprio territorio significa concretamente “abbattere costi di viaggio, ridurre gli spostamenti e rendere più sostenibile l’intero percorso di studi”.

L’incontro al Rettorato

Il tavolo che ha sbloccato la situazione si è svolto nella sede del Rettorato catanese e ha visto la partecipazione, oltre che di Mauro e della delegazione studentesca, del rettore Enrico Foti e del presidente del Movimento per l’Autonomia Raffaele Lombardo. Proprio a Foti va il ringraziamento del consigliere ragusano: “Ringrazio il rettore Enrico Foti per la grande disponibilità e sensibilità dimostrate. L’incontro di ieri al Rettorato è stato concreto e operativo: abbiamo rappresentato il problema degli studenti e trovato un interlocutore attento, disponibile a individuare una soluzione”. Mauro riconosce inoltre il contributo di Lombardo nel favorire il raccordo istituzionale tra amministrazione comunale e Ateneo: “La presenza di Raffaele Lombardo – aggiunge Mauro – testimonia anche quanto sia importante poter contare su un partito strutturato, capace di mettere relazioni ed esperienza politica al servizio delle esigenze dei territori”.

Un problema che va oltre le competenze comunali

Il consigliere sottolinea come la questione, pur non riguardando in senso stretto le competenze di un amministratore locale, sia stata comunque presa in carico dopo la richiesta arrivata dagli studenti: “Quando questi ragazzi si sono rivolti a me avrei potuto rispondere che l’organizzazione dei tirocini universitari non rientra nelle competenze di un consigliere comunale. Ma la politica non può limitarsi ai confini burocratici delle proprie competenze. Deve ascoltare, studiare i problemi, individuare gli interlocutori e costruire le condizioni per risolverli”. Una lettura del ruolo politico che, secondo Mauro, ha permesso di trasformare una difficoltà quotidiana in un’opportunità concreta per il territorio ibleo, mettendo in relazione diretta il mondo universitario, quello sanitario e quello istituzionale.

Il passaggio al Senato Accademico

La soluzione individuata al Rettorato non è ancora definitiva. Perché il tirocinio infermieristica Ragusa diventi realtà per tutti gli studenti iscritti al corso, occorre infatti l’ultimo via libera del Senato Accademico dell’Università di Catania, chiamato a formalizzare l’intesa raggiunta durante l’incontro dell’8 settembre. Gli universitari ragusani, nel frattempo, guardano con soddisfazione a un percorso che considerano già acquisito nella sostanza. Mauro chiude con un bilancio della vicenda che va oltre il singolo caso: “Adesso – conclude Mauro – attendiamo il passaggio conclusivo del Senato Accademico, ma il percorso è stato tracciato. È questo il modo in cui intendo la buona politica: ascolto, studio, costanza e relazioni istituzionali messe al servizio dei cittadini”.

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