Leggi:

Mosaico

Difterite, rinviata l’autopsia sulla bimba morta a Palermo: la Procura riapre il fascicolo

di Andrea Scarso -





È stata rinviata a data da destinarsi l’autopsia sul corpo di Anna Rosa, la bambina di 4 anni morta a Palermo per una difterite contratta nelle scorse settimane. L’esame era stato fissato per oggi all’istituto di Medicina legale del Policlinico Paolo Giaccone del capoluogo siciliano, ma la Procura ha deciso di prendere tempo prima di procedere.

Bimba morta a Palermo, i genitori indagati e la denuncia contro i medici

La piccola non era vaccinata per scelta dei genitori, Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio, originari del quartiere Zen e dichiaratamente contrari ai vaccini. La coppia risulta indagata dalla Procura di Palermo con l’accusa di omicidio colposo. Nelle ultime ore, però, i due genitori hanno presentato una denuncia querela contro i sanitari dei tre ospedali che hanno avuto in cura la bambina a partire dal 13 agosto, il Cervello, il Civico e l’Ospedale dei Bambini. Secondo quanto sostenuto da Bartolotta e Maggio, i medici avrebbero commesso un errore nella diagnosi iniziale e avrebbero poi seguito in modo inadeguato le cure della piccola.

Perché è stata rinviata l’autopsia

Proprio alla luce di questo esposto, la Procura sta rivalutando l’intera vicenda. Secondo quanto si apprende, il rinvio dell’accertamento avrebbe motivazioni procedurali e sarebbe legato alla necessità di valutare se estendere il registro degli indagati anche ai sanitari coinvolti nel caso. Un passaggio che permetterebbe ai medici, qualora venissero iscritti, di partecipare all’autopsia attraverso propri consulenti di parte, come previsto dalle norme sul giusto processo. L’esame sarà quindi effettuato nei prossimi giorni, una volta definito il quadro degli indagati.

Il caso e il dibattito sui vaccini in Sicilia

La vicenda della piccola Anna Rosa ha riacceso il confronto sulle coperture vaccinali in Sicilia, che restano al di sotto della media nazionale, soprattutto alla vigilia della riapertura delle scuole. Diversi esperti di sanità pubblica sottolineano come tra la popolazione non vaccinata esista una parte consistente di famiglie definite esitanti o semplicemente disorganizzate nel seguire il calendario vaccinale, distinta da un nucleo più ridotto di persone contrarie in modo netto ai vaccini. Un episodio come quello di Palermo, spiegano gli operatori del settore, spinge spesso proprio le famiglie più indecise a mettersi in regola con le vaccinazioni dei figli.