Aeroporto di Catania, Sap avverte sulla carenza di organico della Polizia di Frontiera
La stagione estiva 2026 apre con forti criticità per lo scalo di Fontanarossa. La segreteria provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia ha espresso profonda preoccupazione per la gestione dei flussi turistici e dei controlli di sicurezza all’interno dell’aeroporto etneo. Secondo quanto denunciato dall’organizzazione sindacale, la Polizia di Frontiera si trova ad affrontare un incremento significativo del traffico passeggeri a fronte di una riduzione progressiva del personale in servizio, uno squilibrio che mette a rischio l’efficienza operativa dello scalo.
I dati della crisi del personale a Fontanarossa
La sofferenza dei reparti della Polizia di Stato emerge dall’analisi dei dati statistici degli ultimi cinque anni. Nel 2021 la pianta organica dello scalo catanese contava su 143 agenti, impegnati nella gestione di circa 10 milioni di viaggiatori. Attualmente il numero di operatori in divisa si è ridotto a 123 unità, mentre le proiezioni per l’anno in corso stimano un volume superiore ai 13 milioni di transiti.
Questo mutamento dello scenario si traduce in un sovraccarico operativo notevole per il personale rimasto in servizio. Ciascun agente si trova oggi a dover gestire una media di circa 105.000 passeggeri all’anno, rispetto ai 70.000 del periodo precedente. Per ristabilire gli standard di efficienza registrati in passato, il sindacato stima la necessità di integrare l’organico con almeno 63 nuove unità operative.
L’impatto del sistema Ees e le criticità strutturali
A complicare il quadro generale concorrono le innovazioni tecnologiche e normative europee. L’imminente entrata a regime dell’Entry Exit System, il nuovo modello di registrazione per i cittadini provenienti da paesi esterni all’Unione Europea, comporta un allungamento dei tempi necessari per completare le procedure di frontiera. Già a metà giugno si sono registrati i primi disagi, con attese ai varchi che hanno superato le due ore dal momento dello sbarco.
Le difficoltà logistiche sono accentuate dalle caratteristiche strutturali delle aree dedicate ai voli extra-Schengen. Gli spazi originariamente dimensionati per accogliere un massimo di 600 passeggeri si trovano a dover assorbire un flusso raddoppiato in segmenti temporali ristretti.
La richiesta di intervento al Ministero dell’Interno
Il segretario provinciale del Sap, Leonardo Macaluso, ha sollevato forti perplessità sulla gestione della programmazione aeroportuale, evidenziando la necessità di un piano di potenziamento del personale che segua la crescita dello scalo. L’organizzazione sindacale chiede un provvedimento urgente da parte del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Una delle soluzioni prospettate riguarda la possibilità di attingere ai circa 3.200 allievi agenti in fase di uscita dalle scuole di formazione per colmare i vuoti d’organico prima dei mesi di luglio e agosto.
La segreteria provinciale del Sap di Catania lancia un forte allarme riguardo la “gravissima situazione della Polizia di Frontiera all’aeroporto di Fontanarossa, in vista dell’impegnativa stagione estiva 2026”. Il sindacato scrive che “a fronte dell’ottimismo mostrato dalla società di gestione aeroportuale per l’incremento del 7% del traffico passeggeri, il sindacato evidenzia un netto e preoccupante calo del personale in divisa, una dinamica che rischia di compromettere seriamente la qualità dei servizi, le condizioni di lavoro degli agenti e l’efficienza stessa dello scalo etneo”.
