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Lo “straccia bollo” è salvo, così come la continuità territoriale su Comiso: il governo non impugna la manovra regionale

di Vincenzo Migliore -





Nessuna impugnativa, nessun rilievo, nessun rinvio alla Corte costituzionale. Il Consiglio dei ministri ha deciso di non contestare la legge di variazioni al bilancio della Regione Siciliana per il 2025 e per il triennio 2025-2027, mettendo così il sigillo politico e giuridico su una serie di misure che, nelle ultime settimane, avevano fatto discutere e non poco.

Da Palazzo d’Orleans parlano apertamente di un risultato “di grande rilievo”, rivendicando la correttezza formale e sostanziale delle scelte adottate dal governo regionale. Una valutazione che, al di là delle formule di rito, pesa perché arriva dopo il vaglio del ministero dell’Economia e delle Finanze, tradizionalmente severo quando si tratta di conti pubblici e norme di spesa.


Salvo lo “straccia bollo”: una misura simbolica e politica

Tra le disposizioni promosse senza riserve spicca lo “straccia bollo”, la norma che consente ai contribuenti siciliani di regolarizzare il pagamento del bollo auto senza sanzioni né interessi se si mettono in regola entro il 31 dicembre 2025.

Una misura dal forte valore politico, pensata per favorire l’emersione spontanea e alleggerire il peso fiscale in una fase economica ancora fragile. Non una sanatoria in senso classico, ma un segnale: più collaborazione e meno punizione. E soprattutto, una norma che supera indenne il controllo statale, blindandone l’efficacia.


Continuità territoriale: Comiso resta in partita

Ma il passaggio più rilevante, soprattutto per il Sud-Est siciliano, riguarda la continuità territoriale. Il via libera del governo salva infatti le risorse destinate alle nuove tratte da e per l’Aeroporto di Comiso.

Un punto tutt’altro che secondario. La continuità territoriale non è una concessione, ma uno strumento di riequilibrio: serve a colmare lo svantaggio geografico e a garantire collegamenti stabili, accessibili e competitivi. Per Comiso significa difendere il ruolo strategico dello scalo, evitare l’isolamento e sostenere mobilità, turismo ed economia locale.

In una Sicilia dove il diritto alla mobilità è spesso condizionato dal costo dei biglietti e dalla scarsità delle rotte, la conferma delle risorse rappresenta una scelta politica netta: non arretrare su un’infrastruttura che, negli anni, ha pagato più di altre l’assenza di una visione strutturale.


Medici, servizi pubblici e contributi straordinari

Il Consiglio dei ministri ha inoltre lasciato intatte altre norme sensibili:

  • l’estensione del rimborso forfettario delle spese ai medici che operano nelle isole minori, compresi quelli impegnati nella guardia medica oraria;
  • i contributi straordinari per il 2025 al Maas – Mercati agroalimentari della Sicilia, all’Ast e all’Ipab Residence “Salvatore Bellia – San Luigi Gonzaga – Costanzo Cuore”.

Misure diverse tra loro, ma accomunate da un filo rosso: tenere in piedi servizi essenziali in territori fragili, dove la sostenibilità economica spesso non basta a garantire la presenza dello Stato.


Un segnale politico chiaro

Il mancato ricorso all’impugnativa vale più di molte dichiarazioni. Significa che la Regione ha saputo muoversi entro i confini costituzionali, evitando quelle forzature che in passato hanno spesso portato a bocciature clamorose. E significa, soprattutto, che su temi come bollo auto e continuità territoriale il governo nazionale ha scelto di non entrare in rotta di collisione con Palermo.

In tempi di rapporti non sempre lineari tra Stato e Regioni, è un segnale politico chiaro. E come spesso accade, sono le scelte apparentemente tecniche – una tratta aerea, un bollo sospeso, un rimborso sanitario – a raccontare meglio di qualsiasi slogan dove passa davvero la linea della politica.