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Allarme corruzione e vigilanza in Sicilia: relazione Antimafia impetuosa

di Bianca Giunta -





Una fotografia impietosa della macchina amministrativa regionale, quella tracciata dal presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, Antonello Cracolici, nella relazione 2024 illustrata all’Assemblea Regionale Siciliana. “In questa Regione – ha detto – sono saltati i sistemi di vigilanza”. Un’accusa diretta e documentata che tocca settori nevralgici: dall’Istituto Zooprofilattico alle concessioni demaniali, fino al sistema sanitario dove – nonostante le leggi impongano gare di bacino – si continua a operare in modo frammentato, favorendo “processi di intermediazione dove si annida una corruzione larga e diffusa”.

Cracolici ha parlato di una Regione che ha abbassato la guardia, lasciando spazio non solo alla corruzione ma anche alle infiltrazioni mafiose: “L’idea che la mafia non spari più ha fatto credere che non sia più una minaccia, e così si è ritenuto che non servisse più nemmeno l’antimafia”. L’esponente dem ha citato la “vicenda Cuffaro” come ultima di una lunga serie, ma ha avvertito: “Temo che ci dobbiamo aspettare altro. Il sistema di corruzione è diffuso e articolato”.

Durissimo anche il passaggio sugli appalti pubblici, definiti da Cracolici “una legge criminogena”, specie dopo il recepimento del nuovo codice nazionale senza i necessari correttivi. “La corruzione non è solo denaro – ha aggiunto – ma controllo dei subappalti, dei posti di lavoro, delle risorse pubbliche: la Regione è vista come un bancomat da cui prelevare in ogni modo”.

Alla durissima relazione di Cracolici replica Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico, che ha parlato di “una fotografia drammatica della Regione”. “Sono saltati i controlli – ha dichiarato – negli appalti, nei subappalti, nella sicurezza, nell’Istituto Zooprofilattico. È un sistema piegato agli interessi di pochi, dove la burocrazia è asservita alla politica. E di tutto ciò la responsabilità è del vertice politico, cioè del presidente Schifani, incapace in tre anni di dare impulso e direzione”.

Sferzante anche il giudizio del Movimento 5 Stelle, che ha attaccato il governatore per la mancata presenza in Aula durante la presentazione della relazione. “Un’assenza gravissima – ha detto il capogruppo Antonio De Luca – in un momento in cui il suo governo è travolto da inchieste e scandali. Schifani non ha avuto il coraggio di affrontare il Parlamento. Non potrà continuare a nascondersi dietro impegni istituzionali. A meno che non decida di dimettersi, come molti siciliani ormai gli chiedono”.

L’immagine che emerge dalla relazione Antimafia è quella di una Sicilia vulnerabile, dove la fragilità dei controlli e la permeabilità del sistema amministrativo rischiano di diventare terreno fertile per nuove forme di malaffare. Una “regione-bancomat”, come l’ha definita Cracolici, in cui la politica sembra aver smarrito il senso della responsabilità e il confine tra governo e interesse personale.