Leggi:

Cronaca

40 anni dal Maxiprocesso: studenti nell’aula bunker tra memoria e nuove tecnologie

di Andrea Scarso -





Quarant’anni dopo l’avvio del Maxiprocesso alla mafia, l’aula bunker di Palermo torna a riempirsi. Questa volta non per un dibattimento giudiziario, ma per centinaia di studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni che hanno partecipato a una giornata dedicata alla memoria, alla conoscenza e all’uso delle nuove tecnologie per raccontare uno dei momenti più importanti della storia repubblicana.

L’iniziativa, dal titolo “Dentro il Maxiprocesso. Memoria e tecnologia a 40 anni dall’inizio del processo alla mafia”, si è svolta all’interno dell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni dal Maxiprocesso.

Un luogo simbolo aperto alle nuove generazioni

L’evento è stato organizzato da Addiopizzo Travel in collaborazione con il Tribunale di Palermo e la Rai. Accanto al mondo della scuola, hanno preso parte magistrati, avvocati ed esponenti delle forze dell’ordine, in un confronto che ha messo al centro il valore civile e storico del Maxiprocesso a Cosa nostra.

L’obiettivo è chiaro: restituire alle nuove generazioni il significato di quel processo, spiegando perché rappresentò una svolta nella lotta alla mafia e nella storia della giustizia italiana.

La memoria diventa digitale: il progetto MuST23

Durante la giornata è stata presentata una nuova esperienza immersiva sviluppata nell’ambito del progetto MuST23 – Museo Stazione 23 Maggio di Capaci. Si tratta di un percorso in realtà virtuale realizzato dalla cooperativa sociale Addiopizzo Travel, pensato per rendere accessibile un patrimonio storico spesso difficile da consultare.

Il progetto si articola su due livelli principali. Da un lato, una ricostruzione digitale fedele dell’aula bunker di Palermo, che permette ai visitatori di esplorare uno spazio simbolico normalmente chiuso al pubblico e di rivivere alcuni dei passaggi più significativi del Maxiprocesso. Dall’altro, la digitalizzazione di una selezione di atti processuali originali, consultabili grazie a strumenti di intelligenza artificiale che consentono ricerche avanzate nei documenti.

Un documentario per raccontare i 40 anni dal Maxiprocesso

Nel corso dell’evento è stato proiettato in anteprima anche il documentario “A futura memoria: i 40 anni del Maxiprocesso”, realizzato dalla TGR e da Rai Sicilia. Il lavoro ripercorre il contesto storico, le scelte coraggiose della magistratura e l’impatto di quel processo sull’Italia di ieri e di oggi.

Tra gli interventi nell’aula bunker, quelli del presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, del presidente della Corte d’appello Matteo Frasca, dell’ex pubblico ministero del Maxiprocesso Giuseppe Ayala e del giornalista Salvatore Cusimano.

Un’eredità che parla ancora al presente

A quarant’anni di distanza, il Maxiprocesso non è solo una pagina di storia giudiziaria. È un’eredità viva, che continua a interrogare il presente e a offrire strumenti di comprensione alle nuove generazioni. Portare studenti e cittadini dentro quei luoghi, anche grazie alla tecnologia, significa trasformare la memoria in conoscenza condivisa.