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Siracusa, le piste ciclabili che aumentano il traffico

di Redazione -





Per la prima volta nella sua storia, il fercolo di Santa Lucia nel giorno della patrona di Siracusa ha attraversato ieri strade quali Via Von Platen, Corso Umberto, Viale Teocrito, Viale Tica e Corso Gelone trovandole ricoperte di piste ciclabili con le quali ha dovuto anch’esso fare i conti, come le migliaia di automobilisti che si sono visti restringere gli spazi viari già insufficienti per via di un progetto che sta suscitando le ire più funeste. Nella febbre che ha colto l’amministrazione Italia di riordino della viabilità urbana, tale che molte vie sono state punteggiate anche di paletti salva-pedoni e anti-sosta selvaggia, è successo che la notte precedente alla processione operai inviati dal Comune hanno dovuto liberare con i martelli pneumatici Via Piave, che era compresa nel transito della processione. Siamo alle comiche. E il blogger più seguito della città, Silvio Billio, quasi 26 mila follower su Facebook, ha colto l’occasione per accostare la nuova mania per i paletti a quella delle ciclovie.

 
Se si sommano le nuove piste alle altre realizzate otto anni fa nella cinta extraurbana, si ha una superficie di circa 37 mila metri quadri, equivalente allo 0,16 del territorio comunale: cifra non molto lontana dallo 0.74 di Ferrara, città padana storicamente e culturalmente votata all’uso della bicicletta, contrariamente a Siracusa, non certo pianeggiante e forte dello 0,2 per cento appena di abitanti che vanno in bici, esclusivamente per attività di fitness e non certo per spostarsi. E in realtà sia la vecchia ciclovia rurale “Rossana Maiorca” che la rete urbana nata come un fungo sono scarsamente frequentate se non disertate dalla minuscola compagine di ciclisti e joggers siracusani.

Eppure tre anni fa, all’inizio delle nuove polemiche che stanno distanziando il palazzo dalla piazza, il vice presidente della commissione Trasporti alla Camera Paolo Ficara, siracusano con la passione per i pedali, salutò con entusiasmo il programma di estensione delle ciclovie che metteva al sicuro i ciclisti e garantiva un circuito tutto proprio: con il risultato di aver oggi dato vita a una sparuta minoranza privilegiata contrapposta a una larghissima maggioranza succube di disagi del tutto inediti: la maggiore congestione del traffico, la limitazione dei parcheggi (decurtati del 30 per cento) e delle fermate momentanee, l’interdizione delle strade ai disabili che hanno scoperto nuove barriere architettoniche, la riduzione dei marciapiedi divenuti impraticabili. A causa dell’impossibilità di sostare in prossimità degli esercizi commerciali, l’effetto più drammatico è stato il calo di affari dei negozi e il repentino aumento del flusso di consumatori nei centri commerciali.

È stato per la presenza dei cordoli che delimitano per un’altezza di venti centimetri le piste ciclabili che lo scorso 8 novembre in Via Scala Greca un’ambulanza a sirene spiegate è rimasta imbottigliata nella coda di autovetture impossibilitate a farle spazio. Inconvenienti molto più frequenti si hanno poi quando piove, perché le ciclovie con i loro cordoli elevati si trasformano in bacini d’acqua che i pedoni sono costretti a guadare non potendo improvvisarsi atleti di salto in lungo.

Il progetto è nato dall’opportunità di investire cospicui fondi dell’Unione europea destinati alla mobilità sostenibile. Per non perderli e favorire innanzitutto – e soltanto – l’occupazione, la Giunta in carica ha ritenuto di riprendere l’iniziativa lanciata nel 2015 dall’amministrazione Garozzo (sindaco del quale quello attuale era allora vice) che realizzò il “Parco lineare costiero” mutando in piste ciclabili il vecchio e dismesso tracciato ferroviario ed erogando per soprammercato trecentomila euro ad artisti chiamati, nel quadro del progetto “Rebuilding the future: spunti d’arte contemporanea per trapassare il futuro”, a realizzare sculture destinate a decorare il percorso. Commenta Billio: “Se i fondi europei avessero riguardato l’attività sciistica e fossero arrivati a Siracusa, il Comune avrebbe costruito per caso una funivia?”.