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Sicilia in Europa: la passione secondo Matteo

di Redazione -





La passione secondo Matteo, suonata in Sicilia, non è quella di Bach ma corre sugli spartiti dei ras dei voti della Lega sicula, croce e delizia di Salvini. Sono i siciliani preziosi portatori di voti verso le Europee a impensierire il vicepremier che assiste, quasi impotente, ad una faida plasticamente materializzata qualche sera fa a Palermo all’Hotel delle Palme dove si sono fronteggiati, davanti al sottosegretario Claudio Durigon, la commissaria regionale leghista Annalisa Tardino e l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. Motivo del contendere il rapporto con l’MpA di Raffaele Lombardo. La riunione era stata convocata da Tardino su input di Salvini, compulsato dall’ex presidente della Regione, per formalizzare l’intergruppo tra Lega ed Mpa. Non una mera formalità ma una questione politica: nelle intenzioni di Lombardo l’intergruppo si traduce in un doppio peso politico che metterebbe il blocco autonomisti-leghisti alla pari con FdI e FI nelle trattative, a scapito della DC di Cuffaro che diventerebbe ‘junior partner’ della coalizione. Per Sammartino però l’intergruppo significa perdere il ruolo di ‘king maker’ della Lega e fare “a metà” con l’arcinemico catanese. Non proprio una bella prospettiva con la trattativa sui manager sanitari in corso e quella sulle presidenze di provincia alle porte. E così è partita la contraerea dei Sammartino boys che prima hanno chiesto l’esclusione dei deputati autonomisti dal vertice e poi si sono esibiti, alcuni opportunamente aizzati da voci di richiesta di rimpasto, in un fuoco di fila contro la commissaria regionale Annalisa Tardino e contro la capogruppo lealista Marianna Caronia che Sammartino vorrebbe sostituire con Nino Germanà e Salvatore Geraci. Lo scontro si è consumato sotto gli occhi del pacioso sottosegretario Durigon, indulgente con i sammartiniani, che ha poi dovuto constatare l’assenza di accordo, l’abbandono della riunione di Tardino e soprattutto degli autonomisti, andati via stufi e offesi di aspettare dietro la porta. Salvini è preoccupato dalla situazione: in Sicilia il partito è praticamente spaccato, il commissario regionale -di cui Salvini desidera la riconferma a Strasburgo- è in discussione. In più, deve tutelare il patto con Raffaele Lombardo, prezioso alleato e portatore di voti, c visto come fumo negli occhi dall’ala sammartiniana. Il rischio è che tutto imploda prima delle Europee, scenario che Salvini non può permettersi.