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Attualità

Semestre filtro Medicina. Anche al secondo appello l’ostacolo è Fisica. Si fa strada l’ipotesi di una sanatoria 

di Francesca Gallo -





Il secondo appello e la situazione nazionale

Dopo il record di bocciature e di voti bassi del primo appello, ieri, gli aspiranti “camici bianchi” sono ritornati nelle aule universitarie per riprovarci. Seconda ed ultima possibilità per poco meno di 50 mila studenti, quasi tutti, se si considera che gli iscritti a livello nazionale alla facoltà di medicina erano stati poco più di 54 mila.

Nei 44 atenei italiani molti hanno ritentato uno, due o tutti e tre gli esami del semestre filtro varato dalla riforma Bernini.

L’esito di questo secondo appello si conoscerà martedì 23 dicembre. In teoria, solo chi avrà preso almeno 18 in tutte e tre le materie (chimica, fisica e biologia), può entrare in graduatoria.

I numeri dell’Università di Palermo e i risultati del primo appello

Solo per parlare di numeri, riferiti all’Università di Palermo, si sono iscritti al primo semestre filtro, 2 mila 354 ragazze e ragazzi, poco più di 2 mila per Medicina, circa 170 per Veterinaria, poco più di 120 per Odontoiatria. Competevano per 785 posti disponibili: 715 per Medicina, 50 per Veterinaria, 20 per Odontoiatria.

Stando ai risultati della prima prova dello scorso 20 novembre, solo il 13% ha superato Fisica, il 30% Chimica, il 45% Biologia. E siccome per “entrare”, nel senso vero e proprio del termine, è necessario aver superato tutte e tre le materie, fino a ieri, alla facoltà di Palermo, solo 254 studenti avevano maturato il diritto di accesso, a fronte di 785 posti a disposizione.

Bene per chi ce l’ha fatta. Il loro merito non è in discussione. Ma quanti altri studenti, altrettanto bravi e motivati, sono rimasti fuori, ingiustamente esclusi, dopo dieci settimane, circa, di full immersion di corsi, spesso esclusivamente on-line, con lezioni di Chimica, Fisica e Biologia infilate a forza in un semestre-lampo che ha generato un pesante fardello, psicologico ed economico, a carico di ragazzi e famiglie che hanno sostenuto risorse significative in percorsi di preparazione.

Il secondo appello e gli errori nei quiz

Il clima è rimasto teso anche ieri, per il secondo appello. La speranza degli studenti, aggrappata ad una prova più semplice, è subito svanita alla vista dei test. Ancora una volta l’ostacolo è stata la prova di Fisica. Quiz (31 per ogni materia) che anche per questo secondo appello provenivano dalla stessa batteria di domande preparata l’estate scorsa dalle tre commissioni di docenti universitari in pensione incaricati dal Ministero.

Gli studenti, ieri in aula, si sono trovanti davanti a quesiti indecifrabili e in alcuni casi anche con errori di trascrizione, come appurato da docenti di fisica che segnalano delle imprecisioni, in riferimento, ad esempio alla domanda 28 sulla “zattera di legno che galleggia” ci sarebbero due sviste gravi: la densità del legno e dell’acqua, infatti, non è di 800 e 100 Kg per cm cubo, ma per metro cubo. O ancora, nella domanda 10, per la quale due delle cinque risposte risulterebbero uguali. Anche gli studenti hanno rilevato degli errori. In una domanda sull’impianto elettrico – dicono – mancava una preposizione.

Reazioni degli studenti e possibili soluzioni ministeriali

Lacrime e rabbia sui volti di molti ragazze e ragazzi, ieri, intorno alle 14.00, all’uscita dell’ateneo Palermitano. Per molti che avevano rinunciato ad un voto basso, in una o due delle tre materie d’esame, nel timore che non fossero sufficienti per entrare, tutta la delusione di un test ancora più difficile del primo appello.

Difficile al momento fare previsioni. Si attende il 23 dicembre per sapere quanti studenti hanno superato l’esame, ma il Ministero, temendo posti vuoti, stando alle ultime notizie, starebbe valutando l’ipotesi di una “sanatoria”. 

Il Ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha lasciato intendere che se dovessero esserci dei posti vuoti anche dopo questa seconda prova, qualcosa si farà. Si fa strada la proposta di aprire la graduatoria a tutti (sempre nel limite dei posti disponibili) anche a chi non ha superato uno o due esami, dandogli la possibilità di recuperare nel secondo semestre.

Correzioni, ricorsi e proteste

I compiti saranno adesso corretti, prima dal Cineca, la struttura interuniversitaria che si occupa dei test, poi torneranno nelle università per essere rivalutati. 

Sulla prova incombe, intanto, anche l’incognita dei ricorsi. Gli studi di avvocati specializzati nelle cause collettive, sono già al lavoro. Anche ieri su whatsapp sono circolati di nuovo immagini sospette su domande e risposte. 

L’UDU, l’Unione degli studenti universitari ha organizzato una mobilitazione davanti al Senato per chiedere al governo di cambiare la legge, perché – afferma – “un sistema così costruito non seleziona il merito, ma lo soffoca”.