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Cronaca

“Rischio mafia”. Scatta il commissariamento per la società che ristruttura il Mondello Palace

di Bianca Giunta -





L’ombra lunga dell’antimafia torna ad allungarsi sui cantieri del Mondello Palace Hotel, uno degli interventi più rilevanti finanziati con risorse del Pnrr nel capoluogo siciliano. Il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, ha disposto il commissariamento della Mondello Palace Hotel srl, la società incaricata dei lavori di ristrutturazione dell’albergo, ritenendo sussistenti “situazioni indizianti di particolare rilievo” sotto il profilo della normativa antimafia.

Il provvedimento rappresenta l’ultimo tassello di un’indagine amministrativa che procede a ritmo serrato. Nei giorni scorsi erano già scattati l’interdittiva antimafia nei confronti della G.M. Edil – impresa coinvolta nei lavori – e il commissariamento della Mondello Immobiliare Italo Belga, proprietaria dell’immobile. Ora, l’attenzione della Prefettura si concentra direttamente sulla società che gestisce l’intervento finanziato con fondi pubblici europei.

Secondo quanto emerge dal decreto prefettizio, per la durata di un anno due amministratori giudiziari, Giuseppe Sanfilippo e Francesca Di Stefano, entrambi iscritti all’albo nazionale, affiancheranno i vertici aziendali. Una misura prevista dal Codice antimafia che non equivale a uno scioglimento, ma che impone una vigilanza stringente su ogni atto societario.

Da questo momento, infatti, la Mondello Palace Hotel srl dovrà trasmettere ogni decisione rilevante non solo ai commissari, ma anche al gruppo interforze antimafia operante in Prefettura. Un controllo capillare pensato per garantire che le risorse del Pnrr restino impermeabili a qualunque rischio di condizionamento criminale.

Non passa inosservata la tempistica dei recenti cambiamenti societari. Fino a metà novembre l’amministratore unico risultava Francesco Arena, con la Geimcor spa quale titolare del capitale sociale. Poche ore dopo la notifica dell’avvio del procedimento prefettizio, la società ha modificato radicalmente il proprio assetto: nuovo rappresentante legale, Andrea Girolami, nuovo consiglio di amministrazione e, già nelle settimane precedenti, il passaggio delle quote alla Hotel Gest Italia spa.

Una sequenza di atti che ora sarà passata al setaccio dagli amministratori giudiziari, chiamati a garantire trasparenza, legalità e continuità aziendale. Perché, come insegna la giurisprudenza antimafia, non è solo il reato consumato a far scattare le misure di prevenzione, ma anche – e soprattutto – il rischio concreto che interessi criminali possano infiltrarsi dove scorrono ingenti flussi di denaro pubblico.

Il caso Mondello diventa così un nuovo banco di prova per il sistema dei controlli sul Pnrr in Sicilia: un terreno dove sviluppo e legalità sono chiamati a camminare insieme, senza scorciatoie. In gioco non c’è solo il futuro di un hotel simbolo, ma la credibilità stessa della spesa pubblica in uno dei territori più delicati del Paese.