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Regione Sicilia, i conti non tornano…

I giuici contabili contestano alcuni passaggi importanti. Ma il presidente della Regione non ci sta

di Redazione -





Parificare il conto del bilancio 2021, “con alcune eccezioni“, non parificare lo stato patrimoniale e il conto economico e sollevare la questione di legittimità costituzionale “con riguardo al ripiano del disavanzo e, di conseguenza, sospendere il giudizio; in subordine sospendere il giudizio in attesa dellapronuncia della Corte costituzionale sulla questione di legittimità costituzionale sollevata nel decorso giudizio di parificazione per l’esercizio 2020“. Eccole qua le richieste del procuratore della Corte di Conti per la Sicilia Maria Aronica davanti ai giudici contabii delle Sezioni di controllo della Corte dei Conti per il giudizio di parifica del rendiconto generale della Regione 2021. La procura, chiede di dichiarare l’irregolarità “di tutti i capitoli di entrata e di spesa indicati nelle richieste conclusive della requisitoria depositata, nonché delle variazioni di bilancio eseguite oltre il 31 dicembre 2021 con decreti del Ragioniere generale” e sottolinea “l’irregolarità del fondo perdite partecipate, del fondo residui perenti e dell’intero fondo contenzioso“. C’è pure una questione già sollevata l’anno scorso in sede di Rendiconto 2020: il ripiano del disavanzo. La Regione, avrebbe dovuto ripianare il disavanzo 2018
in tre anni ma l’allora governo di Nello Musumeci spalmò il recupero in dieci anni sulla base di un accordo con Roma contestato dai giudici contabili

Ma il Governatore Renato Schifani non ci sta: “Incomprensibile”

La sentenza odierna, relativa al Rendiconto del 2021 della Regione Siciliana, seppur incomprensibile e non condivisibile, è priva di effetti finanziari e infondata sotto il profilo giuridico. La sospensione della parifica, a causa della pendenza di un giudizio di costituzionalità, in ordine all’articolo 7 del decreto legislativo 158 del 2019, appare poco coniugabile con la successiva norma primaria ex articolo 1 comma 841 della legge 147 del 2022, invocata dalla stessa Corte dei conti, per il ripiano pluriennale del disavanzo del Rendiconto del 2018.

La nuova legge ha, infatti, superato la norma impugnata dalla Corte. Malgrado ciò, la Regione continuerà ad essere impegnata nel percorso già intrapreso, di risanamento della finanza pubblica, tra l’altro oggi ricordato dallo stesso organo di controllo“.