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Raccolta fondi per riportare la salma di Kebba in Gambia

di Redazione -





Un’azione solidale e morale. A Chiaramonte Gulfi, paese bellissimo dei Monti Iblei, è stata avviata una raccolta fondi per riportare a casa sua, in Gambia la salma di Kebba, 23 anni, vittima di un incidente stradale e morti cinque giorni fa all’ospedale Cannizzaro di Catania. Kebba Secka, era arrivato in Italia quando aveva 17 anni.

Il drammatico incidente che gli è costato la vita, è avvenuto il 6 dicembre nella zona di contrada Coffa, a Chiaramonte Gulfi dove Kebba viveva e lavorava. La raccolta fondi serve anche per aiutare la madre, una sorella e due fratelli, tutti minorenni. Una famiglia poverissima rimasta in Gambia e che vive in un quartiere periferico della capitale Banjul. La raccolta fondi è stata promossa dalla cooperativa Fo.Co, dove il giovane era stato ospitato al suo arrivo in Italia.

Kebba era salito a bordo di uno dei tanti barconi che partono dall’Africa verso l’Europa ed era approdato nel mare ibleo prima di spostarsi in montagna in quella che era diventata la sua casa d’adozione, Chiaramonte, che aveva imparato ad amare e del cui amore, era ricambiato. A Chiaramonte Gulfi, Kebba Secka, aveva studiato, preso la terza media. E cominciato a lavorare con la cooperativa. Di recente, aveva pure preso in affitto una casa e acquistato la sua prima auto.

Faceva il mediatore culturale nel centro di prima accoglienza contrada Cifali. Il 6 dicembre l’incidente fatale e la cui dinamica è ancora da accertare. Subito portato in ospedale, era stato poi portato al Cannizzaro di Catania per cercare di salvargli la vita ma le sue condizioni erano apparse disperate. Mercoledì scorso, la morte che ha gettato nello sconforto chi lo aveva conosciuto e ne ha sempre apprezzato l’umanità. E che spinge in tanti, oggi, a sostenere la raccolta fondi. La sua morte ha gettato nello sconforto gli amici e i colleghi della cooperativa. Kebba sognava di far nascere un’associazione di Gambiani in Italia per collaborare al contrasto dell’emigrazione illegale dal suo Paese.

Kebba aveva aiutato ad organizzare il viaggio di alcuni soci della cooperativa fino a Banjul per fargli conoscere la sua famiglia, che vive solo con i soldi che mandava Kebba. La sorella ha 17 anni, studia e sogna di diventare ingegnere.

Si può contribuire, cliccando sul link https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=B356JNFYUPK4W