La Consulta sblocca il processo Pandora: le intercettazioni su Sammartino sono legittime
La Corte Costituzionale ha messo fine a uno degli snodi giuridici più delicati degli ultimi mesi: le intercettazioni al centro del processo Pandora sono ammissibili e potranno essere utilizzate nel procedimento penale. Una decisione che riapre la strada al dibattimento davanti alla Terza sezione penale del Tribunale di Catania, finora bloccato da un conflitto di attribuzioni sollevato dal Senato della Repubblica.
Cos’è il processo Pandora e chi è Luca Sammartino
Il procedimento nasce dall’inchiesta denominata Pandora, avviata dalla Procura di Catania su presunte infiltrazioni mafiose e casi di corruzione legati al Comune di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania. Sono dodici gli imputati coinvolti. Tra loro spicca il nome di Luca Sammartino, deputato regionale siciliano, attuale assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia ed ex vicepresidente della stessa, chiamato a rispondere di due episodi di presunta corruzione.
Sammartino ha sempre respinto ogni accusa. Il suo legale, l’avvocato Carmelo Peluso, ha ribadito più volte la “piena fiducia nella magistratura” da parte del proprio assistito.
Il nodo delle intercettazioni: perché il Senato era ricorso alla Consulta
Al cuore della questione c’era un problema di natura costituzionale. Le intercettazioni ambientali disposte dalla Procura di Catania erano state effettuate in un immobile che ospitava, oltre alla segreteria politica di Sammartino, anche quella della senatrice Valeria Sudano, compagna di vita e di partito dell’assessore, entrambi militano nella Lega. I due condividevano lo stesso appartamento come sede delle rispettive attività politiche.
Palazzo Madama aveva sollevato un conflitto di attribuzioni, sostenendo che le intercettazioni avrebbero violato le prerogative parlamentari della senatrice. Quel ricorso aveva di fatto congelato il processo.
La decisione della Corte Costituzionale
La Consulta ha ora dato torto al Senato. Secondo i giudici costituzionali, la Procura di Catania «ha legittimamente disposto ed eseguito intercettazioni ambientali nei locali in uso a un non parlamentare». Il fatto che quegli stessi spazi fossero condivisi con la segreteria di un membro del Parlamento non è sufficiente, da solo, a rendere le captazioni illegittime. Il punto dirimente è che le intercettazioni erano rivolte a soggetti privi di immunità parlamentare.
Con questa pronuncia, il percorso del processo Pandora può dunque riprendere il suo corso ordinario.
La vicenda giudiziaria di Sammartino: sospensione, Cassazione e reintegro
La posizione processuale di Sammartino aveva già attraversato fasi alterne. Il 17 aprile 2024 era stato costretto a dimettersi dalla carica di vicepresidente della Regione Siciliana e da assessore all’Agricoltura, a seguito di una misura di sospensione dalle funzioni pubbliche disposta dal giudice per le indagini preliminari di Catania per la durata di un anno.
Quel provvedimento, però, non ha retto al vaglio della Corte di Cassazione, che lo ha annullato con rinvio. Sammartino è stato così successivamente reintegrato nell’incarico di assessore regionale all’Agricoltura, ruolo che ricopre tuttora.
La sentenza della Consulta non riguarda la colpevolezza o l’innocenza degli imputati, su questo si esprimerà il Tribunale di Catania, ma chiarisce in modo definitivo un passaggio procedurale che aveva tenuto in sospeso l’intero dibattimento.
