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Persone scomparse. Sono ancora troppe. La Sicilia vive il dramma

Nei primi sei mesi di questo 2023, sono stati denunciati 3.666 casi di scomparsa nell’Isola. E di questi, alcuni non hanno fatto più ritorno

di Redazione -





Ieri, è stata la giornata dedicata alle persone scomparse. Un momento di forte sensibilizzazione, promosso dall’Associazione Penelope. Attualmente la Sicilia è la seconda regione in Italia in una classifica che lascia angoscia: quella che riguarda le aree del Paese, con il maggior numero di scomparsi. In soli sei mesi (i primi di questo 2023) sono stati denunciati 3.666 casi di scomparsa nell’Isola. E di questi, purtroppo, alcuni non hanno fatto più ritorno e sono stati trovati cadavere. Soprattutto anziani. E se i numeri sono cosa già di per se troppo preoccupanti, il problema si aggrava ancora di più se si pensa che questo fenomeno non accenna a rallentare. Aspettando il computo definitivo di quest’anno che va a terminare. Sensibilizzare, dunque, diventa un’arma civile da usare. Ieri, diversi comuni isolani hanno aderito all’illuminazione degli edifici pubblici di colore verde, simbolo di speranza. Speranza in supporto di quelle famiglie che vivono il dramma di chi non è più tornato a casa. Il Comune di Catania ha illuminato il balcone principale di Palazzo degli Elefanti in piazza Duomo e così ha fatto anche il comune di Acireale sui balconi principali del Palazzo di Città. “Un faro di luce per illuminare il ritorno di tutte le farfalle di Penelope che ancora attendiamo“, si legge nella frase riportatanella locandina ufficiale, condivisa anche dal comune di Marsala eda quellodi Petrosino, i due centri del Trapanese. “Desidero esprimere il mio sostegno e la mia solidarietà a tutte le famiglie che vivono il dolore dell’assenza di una persona cara; una ferita profonda, che lascia un vuoto incolmabile all’interno delle famiglie coinvolte”. Sono le parole espresse in una nota, proprio dal sindaco di Petrosino, Giacomo Anastasi. “Giornate come questa – ha poi aggiunto – devono diventare un momento di riflessione collettiva, in cui sostenere tutte quelle famiglie che lottano quotidianamente per sapere cosa è successo ai propri cari”.