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Palermo come Berlino, la protesta degli agricoltori anche in Sicilia

La protesta degli agricoltori, con il supporto degli studenti, sottolinea la connessione tra le politiche dell'Unione Europea e gli interessi delle multinazionali

di Redazione -




A Palermo, gli agricoltori siciliani si uniscono alle proteste internazionali, prendendo ispirazione da movimenti come quello di Berlino. Francesco Calderone, imprenditore agricolo e leader della protesta, attribuisce la responsabilità della situazione alla politica che se è piegata agli interessi delle multinazionali. Afferma che la difesa della terra è cruciale per il futuro e avverte sulle gravi conseguenze per l’ambiente se la situazione non cambia.

La protesta degli agricoltori, con il supporto degli studenti, sottolinea la connessione tra le politiche dell’Unione Europea e gli interessi delle multinazionali. Gli studenti partecipanti alla protesta perché danneggiare l’agricoltura significa compromettere il futuro della Sicilia. Antony Graziano, uno studente universitario, sottolinea l’importanza di una protesta collettiva contro la perdita di giovani talenti dalla Sicilia e la distruzione del patrimonio agroalimentare della regione.

La crisi del settore terziario, stretta tra le regole di Bruxelles, le pressioni della grande distribuzione e il rischio di desertificazione ambientale, è al centro delle preoccupazioni. Antonio Crapa, coltivatore diretto, denuncia il tentativo di sottrarre terre per la costruzione di campi fotovoltaici e sottolinea il futuro incerto per l’approvvigionamento alimentare delle generazioni future.

La protesta non riguarda solo la difesa del territorio e delle aziende agricole, ma costituisce anche un avvertimento ai consumatori. Si mette in guardia sul rischio di cibo sintetico e spazzatura se dovesse crollare la filiera agroalimentare.