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Ambiente

Maltempo, Anci Sicilia: “Eventi estremi e sindaci impotenti, servono sostegni da Stato e Regione”

di Redazione -





Maltempo Sicilia, l’Anci esprime solidarietà ai Comuni dell’Isola, in particolare della provincia di Catania, colpiti nelle ultime ore da violenti nubifragi che stanno provocando danni ingenti. “Siamo di fronte a condizioni climatiche avverse, spesso non prevedibili, che impongono la realizzazione di interventi urgenti per affrontare in maniera concreta i problemi collegati al rischio idrogeologico – dice il Comitato direttivo dell’Anci Sicilia -. I sindaci dei territori che vengono colpiti da eventi di questo tipo si sentono spesso impotenti perché impossibilitati a operare in maniera decisa senza adeguati sostegni dello Stato e della Regione siciliana nelle attività di prevenzione e programmazione degli interventi, in assenza dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici e di adeguati sostegni finanziari”.

“Risulta, infatti, evidente che l’attuale sistema idraulico di raccolta delle acque piovane, in occasione di fenomeni temporaleschi estremi, non è più idoneo a smaltire la quantità di pioggia che cade al suolo in pochissimi minuti”, conclude Anci Sicilia.

Musumeci: “Unico strumento prevenzione”

“La violenta ondata di maltempo che si è abbattuta in queste ore sulla Sicilia orientale e in particolare sul Catanese conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che ci troviamo di fronte alla “nuova normalità”. Da Nord a Sud, sarà questa la difficile realtà con la quale dovremo convivere. L’unico strumento di cui disponiamo per mitigarne le conseguenze si chiama prevenzione, strutturale e non”. Lo dichiara il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.

Sindaco Catania: “In un giorno l’acqua di un anno, dobbiamo convivere con eventi estremi”

‘Vicino a chi ha perso case e frutto di importanti risparmi’

“La quantità di acqua piovuta oggi è pari alle precipitazioni di un anno intero. Se da un lato tiro un sospiro di sollievo per l’assenza di conseguenze sull’incolumità dei cittadini, dall’altro mi sento vicino a chi ha perso case e il frutto di importanti risparmi”. Lo ha detto ieri il sindaco metropolitano di Catania, Enrico Trantino, dopo l’ondata di maltempo che ha investito la provincia etnea. Le situazioni più critiche a Giarre e a Riposto, dove Trantino ha effettuato un sopralluogo. “Quel che è successo ci deve insegnare che dobbiamo ormai convivere con eventi imprevedibili, che, come amministratori, abbiamo il dovere di rendere quanto più inoffensivi, attenuando i rischi che non potremo mai scongiurare”, aggiunge.

“Patiamo una condizione di fragilità dei territori – dice ancora Trantino -, che è stata evidenziata dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, che ringrazio per la solidarietà prestata assieme all’assessore alla Protezione Civile Massimo Bugnani, e per essersi messo a disposizione. Sbaglieremmo se provassimo a individuare responsabili. Potremo farcela se agiremo insieme, imparando a rispettare quel che ci sta attorno. Se non possiamo risolvere un problema, dobbiamo imparare a conviverci; ma non aggravarlo”.

Sindaco Riposto: “Mai visto nulla del genere, strade non ci sono più”

‘Chiederemo stato emergenza, in alluvione 1995 in 24 ore 250 mm, ieri doppio in metà del tempo

A Riposto, uno dei centri del Catanese più colpiti dall’ondata di maltempo che ieri si è abbattuta sulla costa ionica della Sicilia con nubifragi, frane ed esondazioni, stamattina c’è il sole. Illumina la devastazione lasciata ieri dalla furia dell’acqua, caduta incessantemente dalle prime ore del mattino. Strade trasformate in fiumi e torrenti esondati. “Mai vista una cosa del genere – dice all’Adnkronos il sindaco Davide Vasta -. Durante l’alluvione del 1995, dove purtroppo ci furono 7 vittime, caddero 250 millimetri di acqua in 24 ore. Ieri ne sono caduti oltre 500 in 12 ore, il doppio in metà del tempo”. Per tutta la notte vigili del fuoco, volontari della Protezione civile, tecnici comunali hanno lavorato senza sosta. In azione le idrovore. “Abbiamo finito di svuotare scantinati e garage che si erano riempiti d’acqua”. Decine le segnalazioni giunte al Coc (centro operativo comunale), altrettante quelle arrivate alla sala operativa dei vigili del fuoco.

“Stiamo cercando di liberare dai detriti le strade o quello che ne rimane. Alcune non esistono più, hanno ceduto sotto la furia dell’acqua”, dice il primo cittadino. Nel centro del Catanese è atteso il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina. “Farà un sopralluogo, c’è da ripristinare la viabilità e bisogna intervenire sul torrente esondato dove c’è addirittura una ruspa capovolta”. Lì l’acqua ha divorato la strada, sparita sotto un tappeto di fango e detriti. Per la conta dei danni è ancora troppo presto. “Sono ingenti, ma per una quantificazione ancora è presto. Certamente chiederemo lo stato di emergenza”, dice il sindaco. Per il quale occorre, però, una riflessione più generale. “Nelle ultime settimane abbiamo assistito a degli eventi che hanno coinvolto tutta l’Europa, anche città nel nostro immaginario ‘perfettamente funzionanti’. Le condizioni climatiche nel nostro Paese come nel resto dell’Europa sono cambiate rispetto a 20 anni fa. Bisogna ragionare su come proteggersi”.

Presidente Consiglio comunale Giarre: “L’emergenza più grave degli ultimi 30 anni”

‘Oggi è il momento della responsabilità e della collaborazione’

“E’ un momento estremamente difficile e triste per le nostre comunità, non solo di Giarre ma anche di Riposto. A nome mio e a nome del Consiglio comunale di Giarre, che mi onoro di rappresentare, esprimo la mia più sincera vicinanza a tutte le famiglie colpite dai catastrofici eventi di ieri. La conta dei danni è appena iniziata e, purtroppo, sarà molto onerosa tanto per gli enti pubblici quanto per i privati”. A dirlo è Giovanni Barbagallo, presidente del Consiglio comunale di Giarre,uno dei centri del Catanese maggiormente colpiti dall’ondata di maltempo che ha flagellato ieri la costa ionica della Sicilia.

“E’ il momento della responsabilità e della collaborazione – aggiunge -. Per questo motivo, insieme a tutti i colleghi, seguiremo e saremo al fianco del sindaco di Giarre, Leo Cantarella, che è chiamato al difficile compito di gestire la situazione di emergenza più grave degli ultimi trent’anni. La collaborazione tra gli organi istituzionali – conclude – sarà fondamentale per lavorare al meglio e per risollevare le sorti di questa città”.

Antoci (M5S): “Vicini ai cittadini colpiti da allagamenti, non lasciare soli amministratori”

“Nella Sicilia orientale è di nuovo emergenza con inondazioni, frane e allagamenti che hanno colpito in particolare la provincia di Catania. Molte immagini, con le auto trascinate dall’acqua e le strade trasformate come fiumi in piena, ricordano quelle già viste in Spagna nella recente alluvione che ha provocato oltre 200 vittime. Siamo vicini ai cittadini colpiti ed esprimiamo solidarietà a tutti gli uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco impegnati in questo momento nelle difficili operazioni di salvataggio”, così Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, in una nota sui gravi danni procurati in queste ore dal maltempo in Sicilia.

“Bisogna intervenire nell’immediato con uno straordinario impegno nei confronti delle amministrazioni comunali non lasciandole da sole. Questo deve farlo prioritariamente il Governo Regionale e il Ministro Musumeci che di quella regione ne è stato presidente. Occorreva impegnarsi e attivarsi per ripulire gli argini dei torrenti e dei fiumi e soprattutto bisognava intervenire in anticipo promuovendo politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, nella difesa della biodiversità e contro la deforestazione. Il bacino del mediterraneo è sempre più colpito da questi fenomeni estremi conseguenza dei cambiamenti climatici, abbiamo dunque tutti noi la grande responsabilità di voltare pagine per il bene della nostra società”, conclude Antoci.