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L’ultimo saluto ad Antonino Zichichi, anche il presidente Mattarella ai funerali / Video

di Italpress -




ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, ha presenziato ai funerali solenni del fisico siciliano Antonino Zichichi presso la Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma. Presenti per il governo il ministro dell’Università e della ricerca scientifica Anna Maria Bernini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. È stato il monsignor Marcelo Sánchez Sorondo a celebrare i funerali solenni dello scienziato e divulgatore morto all’età di 96 anni.

L’OMELIA DEL VESCOVO “IL GENIO DELLA MAGNA GRECIA SCORREVA NELLE SUE VENE”

“La vostra partecipazione a questa cerimonia di preghiera, omaggio e commiato, riveste un significato notevole per il professore e maestro”. Queste le prime parole dell’omelia in cui il vescovo Marcelo Sanchez Sorondo ha ringraziato il Presidente Sergio Mattarella, la figlia, le autorità, i familiari e gli amici presenti ai funerali solenni del fisico Antonino Zichichi, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma. “La mia presenza qui oggi non è solo in qualità di vescovo e già cancelliere, ma anche in veste di amico del caro Professore. Una figura di grande rilievo. Ho avuto il privilegio di conoscerlo personalmente poiché San Giovanni Paolo II, di cui Zichichi era amico intimo, mi chiese di introdurlo alla Pontificia Accademia delle Scienze, di cui ero cancelliere – ha ricordato -. Apprezzavo particolarmente in lui la sua doppia natura di scienziato e di credente. Nelle sue ultime apparizioni pubbliche ha spesso affermato di essere profondamente innamorato di Dio. In qualità di scienziato, egli si inserisce nella grande tradizione italiana di fisici di fama internazionale, a partire da Galileo Galilei, Enrico Fermi ed Ettore Majorana, per non menzionare i più contemporanei. Il genio della Magna Grecia scorreva nelle sue vene. La sua attività di ricerca si è concentrata principalmente sui campi della fisica delle particelle elementari, nucleare e subnucleare, con contributi significativi alla ricerca sperimentale sull’antimateria. In riconoscimento del suo contributo pionieristico nel campo nucleare, è stato dedicato all’illustre scienziato l’asteroide 3951, che oggi porta il suo nome”.

“Grazie al suo notevole carisma e alla sua abilità comunicativa, egli riusciva a guidare tutti verso quella terza dimensione della fisica, o ‘supramondo’, di cui ipotizzava l’esistenza. Adesso, certo, vedrà come stanno le cose”, ha aggiunto monsignor Sorondo durante l’omelia nel corso dei funerali solenni. “Con San Giovanni Paolo II egli affermava che la scienza e la fede non sono in antitesi, ma sono in armonia tra loro, in quanto entrambi sono doni di Dio”. “Zichichi sottolineava con grande enfasi – ha ricordato – che il pensiero e la matematica rappresentassero una caratteristica esclusiva dell’essere umano. Secondo tale prospettiva, l’anima veniva concepita come immortale, in conformità con il Platone metafisico del Fedone. In linea con San Paolo, egli era altresì cittadino romano, parte di quella Roma cattolica universale dove Cristo è romano”.

“Antonio Zichichi era un uomo delle beatitudini. Secondo lui, ciò che l’essere umano desidera più che ogni altra cosa è la felicità. Tuttavia, siamo consapevoli che la sua interpretazione di questo desiderio varia da individuo a individuo”, ha affermato monsignor Sorondo, parlando del fisico ai presenti nel corso dell’omelia. “Non credeva che la felicità consistesse nell’accumulo di beni materiali. Era povero di spirito nel senso che non era attaccato ai beni materiali e con il passare del tempo questo suo atteggiamento è diventato sempre più evidente. Era consapevole che la ricchezza non garantisce la felicità ed egli criticava coloro che ponevano la felicità nella soddisfazione dei propri egoismi. Mostrava costantemente un’evidente misericordia e generosità verso gli altri, non solo nei confronti di coloro che soffrono nel corpo, ma anche di coloro che soffrivano nello spirito. Manifestava un attaccamento incondizionato alla verità, al bene, alla bellezza in tutte le sue partecipazioni”.

“Ha condotto un’importante battaglia culturale contro ciò che lui definiva con Majorana ‘l’Hiroshima culturale’ del nostro tempo, quello della prosperità. Il Professor Zichichi possedeva due virtù che si distinguono per la loro rarità nel panorama contemporaneo: magnanimità e magnificenza – ha aggiunto monsignor Sorondo -. La fondazione e il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice, così come la costruzione del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, ne sono esempi concreti e non gli unici”. Che “la sua eredità di scienziato credente sia per noi uno stimolo costante mentre percorriamo il nostro pellegrinaggio terreno, affinché possiamo partecipare a quella benedetta eredità celeste che oggi chiediamo a Dio per il caro Professor Zichichi”, ha concluso il vescovo Marcelo Sanchez Sorondo.

IL RICORDO DEI FIGLI “TRASMETTEVA L’AMORE PER LA VITA”

Al termine della celebrazione, i figli Lorenzo, Fabrizio e Cosimo, hanno preso la parola ricordando momenti di vita vissuti insieme al padre, il fisico Antonino Zichichi. Raccontando aneddoti, momenti nella dimensione domestica, in qualità di marito, padre e nonno. “Costruì un teatrino. Lui suonava e i ragazzi recitavano e creavano un rapporto con il nonno”, il quale ha spiegato Lorenzo, trasmetteva “l’amore per la vita”, con la “volontà di insegnare ai ragazzi le cose belle attraverso il suo insegnamento diretto”.

Il figlio Lorenzo, inizialmente, ha voluto spiegare il legame stretto dello scienziato siciliano con la Basilica in cui sono stati celebrati i funerali, dove fece inserire e realizzare alcune opere. Fabrizio ha, poi, ricordato le estati trascorse a San Vito Lo Capo. “Era un leader”, ha detto, inoltre, rivivendo episodi legati allo sport, che non era la sua unica passione. Aveva, anche l’”amore per la musica. Penso che sarebbe stato molto contento delle scelte musicali che ha fatto mio fratello Lorenzo per la messa. Andava in giro con la fisarmonica. Lui suonava da autodidatta”.

E a tal proposito ha citato la canzone ‘Parlami d’amore Mariù’ “che era riferita a mia madre a cui manifestava il suo amore. Mio padre ha avuto un cuore molto grande”. È stata, ha spiegato Cosimo: “Una mente capace di ragionamenti estremamente complessi”, ma al contempo, “estremamente spontanea e semplice”. Dopo i tre figli, a prendere la parola sono stati anche i nipoti e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli, che ha fatto riferimento al contributo scientifico dato.

BERNINI “GLI DEDICHEREMO IL PROGETTO EINSTEIN TELESCOPE”

“Antonino Zichichi non è un uomo del suo tempo, è un uomo del futuro. Noi gli dedicheremo la più grande infrastruttura di ricerca a cui stiamo lavorando”. Lo ha detto, al termine dei funerali dello scienziato siciliano morto all’età di 96 anni, il ministro dell’Università e della ricerca scientifica Anna Maria Bernini riferendosi al “telescopio di ultima generazione per captare le onde gravitazionali, esattamente quello su cui Antonino Zichichi si è dedicato e ha lavorato per tutta la vita”. Per questo, ha continuato il ministro,”dedicheremo il progetto Einstein Telescope a lui, che non sarà il passato o la nostra storia, ma il futuro, la vita, l’energia, la passione, l’amore che ha sempre messo nella ricerca”.

GIULI “PERSONA STRAORDINARIA, CI HA LASCIATO MODELLO DA SEGUIRE”

“Abbiamo partecipato alle esequie di una persona straordinaria, uno scienziato, un uomo di conoscenza, di fede e soprattutto di pace. Ci ha lasciato non soltanto studi straordinari, ma anche un modello da seguire, quello del dialogo e del confronto, al di là di ogni ideologia e appartenenza”. Lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, all’uscita dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma al termine dei funerali dello scienziato siciliano Antonino Zichichi. Giuli ha poi fatto riferimento alla partecipazione e al clima che hanno accompagnato la cerimonia, sottolienando “con quanto calore e per quanto tempo le persone che gli sono state vicine, i suoi familiari, i suoi amici e le autorità lo hanno ricordato e fino all’ultimo hanno seguito il suo feretro. È il segno di un amore per un grandissimo italiano e di un mdello da seguire da parte di tutta la comunità scientifica, istituzionale e civica”, ha concluso il ministro.

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