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Lo striscione che non è piaciuto a Cateno: “Offende i Calabresi e i Siciliani”

Il ponte che unisce due cosche non due coste. La frase di Don Ciotti fa arrabbiare il Sindaco di Taormina. Che chiede ai governatori di Sicilia e Calabria, di querelarne gli autori

di Redazione -





Il ponte che unisce due cosche non due coste. Così c’era scritto in uno striscione durante la manifestazione ‘No ponte’. Una manifestazione per dire un diniego senza se e senza ma alla costruzione del ponte sullo Stretto, con una matrice politica chiara e contro l’attuale governo di Roma e quello di Palermo. Che, invece, il ponte lo vogliono. La storia è ormai nota ed appare inutile tornarci. Chi lo vuole, lo definisce la chiave di volta della Sicilia. Chi non lo vuole, oltre ad agitare lo spettro delle infiltrazioni mafiose negli appalti, afferma la sua inutilità visto che in Sicilia mancano le più basilari infrastrutture e il ponte è un inutile orpello. Come se, finora, senza ponte, strade ed autostrade fossero state costruite. Tant’è…

La polemica, dopo la manifestazione i cui riverberi si sono già esauriti e che sembra intacchi nulla il percorso verso il ponte (agita spettri anche il buon Mario Tozzi che lo definisce “inutile e pericolosa”, beccandosi le piccate repliche soprattutto della Lega), è Cateno De Luca, parlamentare regionale e Sindaco di Taormina, ad alzare la voce.

Una dichiarazione di Don Luigi Ciotti che generalizza e offende

Rispetto alla manifestazione ‘No Ponte’ che si è svolta a Messina auspico che gli organizzatori prendano le distanze dallo striscione che ha sfilato per la città e in cui si riporta una frase che rappresenta un’allusione intollerabile“. Il leader di ‘Sud chiama Nord’, incrimina la frase riportata nello striscione ‘Il ponte unirà due cosche anziché due coste’. “E’ una dichiarazione di Don Luigi Ciotti, presidente di ‘Libera’ – afferma De Luca – Un uomo di chiesa che ha tutto il mio rispetto per il suo ministero e per le sue attività; ma che esempio sta dando con queste affermazioni? Una generalizzazione che fa male alla stragrande maggioranza di Siciliani e Calabresi onesti”. E ancora: “Perché dare dei mafiosi in maniera indiscriminata ad ogni occasione? Perché nessuno si è posto il problema della presenza di quello striscione?“.

Ma può essere che ogni grande opera al Sud sappia di mafia?

E chiosa finale: “Io sono contro il Ponte di Matteo Salvini a vantaggio del corridoio Berlino-Palermo ma non si può consentire che passi il messaggio che le grandi opere al Sud debbano necessariamente sapere di ‘mafia’. Ritengo che i Presidenti delle regioni Calabria e Sicilia debbano intervenire prendendo le distanze e querelando gli autori di questo striscione