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L’allarme di Ugl Scuola: “Allievi dipendenti e disoccupati a rischio”

di Redazione -





di ANTONIO CIMINO
La crisi finanziaria rischia di fagocitare il settore della formazione professionale: questo è l’allarme lanciato di Ugl Scuola sul tema che nelle scorse settimane è stato seguito e trattato sulle nostre pagine.
“La paralisi finanziaria alla Regione Siciliana ha messo in ginocchio la Sicilia, risucchiando nel caos anche il sistema formativo. È ancora in alto mare il riaccertamento dei fondi extraregionali. Molti dipartimenti regionali devono ancora completare il riaccertamento delle entrate relative all’anno 2023. Se si considera che gli enti formativi hanno avviato, sin da settembre 2023, sotto la propria responsabilità, le attività formative del comparto IeFP, risulta chiara a tutti la drammatica situazione in cui versa il sistema formativo. L’approvazione entro i termini della legge di stabilità con le casse regionali ad oggi ancora chiuse si è rivelata uni specchietto per le allodole”. Queste le parole di Ornella Cuzzupi e di Giuseppe Messina, rispettivamente Segretaria Nazionale Ugl Scuola e Responsabile Formazione professionale della Federazione in Sicilia.
“Stallo nei pagamenti che mette a rischio gli stipendi e la continuità lavorativa degli operatori della formazione professionale – precisano – oltre ovviamente alle attività corsuali già avviate sia per i minori in obbligo scolastico che per gli adulti disoccupati. La dichiarazione di crisi del settore da parte delle associazioni datoriali della formazione professionale è un atto dovuto e necessario per scuotere il governo regionale ed il parlamento siciliano, inchiodandoli al senso di responsabilità verso un settore decisivo per la crescita professionale delle nuove generazioni e la riqualificazione per il ricollocamento lavorativo dei disoccupati”. “Più volte abbiamo lanciato, nei mesi scorsi, l’allarme sulle troppe criticità del settore della formazione professionale – rilanciano Cuzzupi e Messina – a cominciare dalla mancata rendicontazione di centinaia di corsi e misure di politica attiva del lavoro già conclusi da tempo. Ritardi rinvenibili anche nella mancata decretazione di nuove attività già avviate da mesi, oltre che alla mancata partenza delle attività obbligatorie del Programma Gol, con ricadute pesanti per gli ex percettori del reddito di cittadinanza, disorientati e senza risorse per il mantenimento vitale della propria famiglia, impossibilitati a beneficiare del reddito di inclusione. Ed ancora, ad aggravare questo stato di cose anche la tagliola delle decurtazioni nei percorsi formativi che irrimediabilmente ne minano il raggiungimento degli obiettivi prefissati”. “È da mesi che perdura questo stato di cose e, alla protesta delle associazioni datoriali, si aggiunge con assoluta veemenza anche quella dell’Ugl Scuola, stanca delle promesse e dei buoni propositi di una politica disattenta e lontana dai problemi del cittadino, incapace di gestire le ingenti risorse. Il governo regionale attivi una procedura emergenziale per garantire risorse e snellimento burocratico, cancellando tagli e decurtazioni, in salsa medievale, inaccettabili ed incomprensibili, se si intende salvare il settore, strappandolo dalla deriva fallimentare. A rischio decine di migliaia di minori in obbligo scolastico, di disoccupati e di operatori della formazione professionale”.
“Colpisce lo scollamento tra il parlamento siciliano e la giunta di governo – concludono Cuzzupi e Messina -le massime istituzioni siciliane che si scontrano sul terreno della crisi nella formazione professionale. Alla convocazione delle parti sociali in Commissione Lavoro per il 15 maggio ha risposto l’assessore convocando mezza giunta regionale ed i dirigenti generali ai rami il giorno dopo. Scelte che aumentano lo stato di confusione nel settore non più e non solo generato dalla paralisi finanziaria ma adesso anche da quella politica. Tutto ciò danneggia la Sicilia, gli allievi, i disoccupati e i dipendenti del settore”.