Leggi:

Attualità

La nuova governance degli aeroporti di Catania e Comiso tra conferme e polemiche

di Andrea Scarso -





Il nuovo consiglio d’amministrazione della SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso, è stato ufficialmente varato. Nessun colpo di scena, nessuna scossa imprevista. Tutto secondo copione, come previsto dai delicati equilibri politici che da tempo regolano la partita delle nomine.

Le nomine: Torrisi resta alla guida

Alla cloche di comando resta Nico Torrisi, confermato amministratore delegato. Una scelta di continuità, approvata dall’assemblea dei soci, che ha contestualmente completato la composizione del CdA. A presiedere il consiglio sarà Anna Quattrone, componente dell’Ordine dei commercialisti di Catania. Entrano inoltre Salvo Panebianco, imprenditore ed ex assessore provinciale, Giuseppe Alfano, già sindaco di Comiso, e Francesca Garigliano, ex presidente di Asec.

Torrisi: “Avanti con infrastrutture e privatizzazione”

Ringrazio i soci per la fiducia – ha dichiarato a LiveSicilia il riconfermato amministratore delegato, Nico Torrisi –. Proseguiremo con determinazione su due fronti: il grande piano infrastrutturale e il percorso di privatizzazione”. ll primo riguarda investimenti per circa 600 milioni di euro nei prossimi quattro anni, destinati sia a Catania che a Comiso, per potenziare le strutture aeroportuali dedicate al traffico commerciale e civile, ma anche l’area cargo dello scalo comisano. Il secondo obiettivo è la completamento della procedura di privatizzazione: “D’accordo con Enac – aggiunge Torrisi – auspico che entro la fine dell’anno si possa pubblicare la manifestazione d’interesse, per poi procedere in modo trasparente e condiviso con i soci”.

Le critiche del Movimento 5 Stelle

Ma il nuovo assetto non convince tutti. Dura la reazione del Movimento 5 Stelle, che legge nelle nomine un ritorno alla logica spartitoria della politica regionale. “Nomine SAC, messaggio chiaro alla Sicilia – afferma la deputata all’Ars Stefania Campo –. L’aeroporto di Catania, insieme a quello di Comiso, continua a essere trattato come terreno di spartizione e non come infrastruttura strategica per lo sviluppo dell’Isola”. La parlamentare pentastellata parla di una società “ostaggio delle solite trattative di potere”, con un CdA “scaduto da mesi, assemblee rinviate e decisioni congelate non per migliorare la gestione aeroportuale, ma per spartirsi le poltrone”.