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Ismett “ha fatto i miracoli”: Tremila trapianti in 25 anni

di Redazione -





di CLAUDIA MARI
Ismett fa tremila. Il centro di Palermo ha celebrato l’importante traguardo di tremila pazienti trapiantati, raggiunto in 25 anni di attività. È stata una bimba di palermitana di otto anni affetta da Deficit Citrullinemia tipo I, una malattia rara che può in forma grave causare insufficienza epatica, la paziente trapiantata numero 3mila. Nel centro Ismett, nato nel 1999 grazie alla partnership internazionale fra Regione siciliana e il centro medico dell’Università di Pittsburgh (Upmc, University of Pittsburgh Medical Center) sono stati eseguiti 2400 trapianti da donatore cadavere e 600 da donatore vivente. Di questi, 342 sono stati pediatrici. “Un traguardo, frutto del lavoro di una rete di medici, operatori e professionisti della sanità siciliana, reso possibile soprattutto grazie ai donatori e alle loro famiglie” – ha detto Angelo Luca, direttore Irccs Ismett – “Un risultato frutto di una catena di solidarietà e di tecniche innovative. Un’impresa collettiva di solidarietà che oggi dà speranza a miglia di pazienti e di loro famiglie”. Il programma di trapianto di polmone di Ismett inoltre è stato riconosciuto dal Centro nazionale trapianti come quello con la migliore curva di sopravvivenza in Italia per la sua eccellenza e per la gestione dei casi più complessi, come i trapianti doppi (84%), i trapianti in emergenza (14%) e i trapianti combinati (2 polmone-fegato). Dati e numeri che portano Ismett a essere un centro di riferimento nazionale e internazionale, con il 10% di pazienti che arrivano da fuori Regione. E non solo, Ismett in questi anni per ridurre i tempi di attesa e la mortalità in lista di attesa di pazienti adulti e pediatrici ha avviato numerose iniziative cliniche di avanguardia come i programmi di trapianto da vivente, per rene e fegato, con un totale rispettivamente di 289 e 311 interventi; il programma di trapianto di rene fra pazienti con gruppo sanguigno non compatibile (Abo incompatibile); il programma di ricondizionamento degli organi da donatore deceduto. “Queste tecniche all’avanguardia consentono di ovviare alla carenza cronica degli organi attraverso procedure di perfusione e di rigenerare organi che altrimenti non potrebbero essere trapiantati o trasportati fra paesi distanti tra loro a causa del danno ischemico”, spiegano da Ismett. Soddisfazione che arriva anche dai vertici regionali. “La donazione degli organi, con tutti gli aspetti connessi, rappresenta una priorità del mio governo, che è impegnato con costanza e determinazione a garantire il diritto della salute e l’appropriatezza e la tempestività delle cure nei confronti dei propri cittadini”. A dirlo è stato il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani per celebrare il traguardo dei 3mila trapianti eseguiti dall’Istituto in 25 anni di attività. “Una cooperazione forte fra l’assessorato regionale alla Salute e il Centro regionale dei trapianti – ha aggiunto – ha permesso il conseguimento di una maggiore credibilità in relazione alle attività di promozione e divulgazione della cultura relativa alla donazione degli organi”. “In questa direzione, l’Ismett ha contribuito in maniera efficace e concreta al raggiungimento degli obiettivi del servizio sanitario regionale – ha ricordato Schifani -, mettendo a disposizione professionalità e competenze con il proprio autorevole centro trapianti”. Per il governatore “la piena sintonia che si è venuta a determinare fra gli organi regionali e l’Ismett ha permesso di salvare vite umane e di assicurare prestazioni di eccellente qualità con incremento sensibile dei trapianti”. Per ultimo, ma non meno importante il confronto dell’attività di procurement tra il 2022 e 2023, che “registra un aumento delle segnalazioni di potenziali donatori del 20%, con un aumento dei donatori procurati ed effettivi del 25% e un aumento dei trapianti del 25%, con riduzione delle liste d’attesa regionali e dei tempi di attesa del trapianto” ha concluso Schifani.