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Ambiente

Rapporto INGVN: nella Sicilia dei terremoti ben 181 sopra magnitudo 2.0

La frequenza è influenzata dall'attività vulcanica dell'Etna, costantemente monitorata da una rete di stazioni sismiche distribuite e sensibili.

di Redazione -





Sono 16.307 i terremoti in Italia nel corso del 2023 quasi uno ogni 30 minuti: sono i dati elaborati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a livello nazionale che mettono in evidenza come la Sicilia si sia distinta come la regione con il numero più elevato di terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0, con 181 eventi registrati, seguita dalle Marche e dall’Umbria. La Sardegna come sempre si attesta come la regione con meno fenomeni sismici. Questa frequenza è influenzata dall’attività vulcanica dell’Etna, che è costantemente monitorata da una rete di stazioni sismiche densamente distribuite e altamente sensibili. Nonostante la significativa attività sismica, l’Isola non sono stati registrati danni o feriti gravi in seguito ai terremoti avvenuti nel 2023. Per citarne una, la scossa di magnitudo 4.0 registrata a sud-est di Cesarò in provincia di Messina è stata avvertita dalla popolazione ma non ha causato danni significativi, come confermato dalla Protezione Civile. A livello nazionale, il numero totale di terremoti localizzati in Italia nel 2023 è pressoché identico a quello del 2022 e si mantiene stabile intorno ai 16 mila terremoti dal 2019, in calo rispetto agli anni 2016, 2017 e 2018 caratterizzati dalla sequenza sismica in Italia centrale, (Amatrice-Norcia-Visso) iniziata il 24 agosto 2016,nrappresentando circa il 30% del totale della sismicità registrata in Italia. “La cartografia degli eventi sismici in Italia realizzata dall’INGV riveste un ruolo cruciale nella divulgazione e nell’educazione pubblica – ha dichiarato Carlo Doglioni, alla guida dell’INGV – Il monitoraggio e la sorveglianza sismica dell’INGV è continuo, h24, ogni minuto, ogni giorno dell’anno. Questa attività che riguarda tutto il territorio, con un focus sulle Regioni più a rischio, come nel caso della Sicilia, Marche e Umbria, non è soltanto un impegno scientifico ma un servizio essenziale che mira a elevare la consapevolezza collettiva riguardo la vulnerabilità sismica della penisola. La sorveglianza sismica operata dall’istituto, incessante e ininterrotta, mira a fornire una comprensione sempre più affinata del sottosuolo nazionale, ribadisce l’importanza di tali studi come baluardo contro i pericoli naturali”. La Rete Sismica Nazionale offre una dashboard interattiva, disponibile nella galleria di story maps di INGVterremoti, che consente di visualizzare la sismicità registrata nel corso dell’anno, rappresentando un prezioso strumento di divulgazione scientifica e sensibilizzazione alla pericolosità sismica. Nell’applicazione sono disponibili le informazioni grafiche che mostrano, per un’area scelta dall’utente sulla mappa, il numero di terremoti totali localizzati nel 2023, la magnitudo massima, la lista con i terremoti di magnitudo maggiore, le classi di magnitudo ed infine il grafico della distribuzione del numero di eventi nei 12 mesi dell’anno. Osservando i dati provenienti dai terremoti lontani (verificatisi a distanza di oltre 1.000 km dal luogo di osservazione), un team di sismologi dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, hanno ottenuto nuove informazioni sulle possibili correlazioni tra faglie sismogenetiche già note al livello della crosta terrestre e strutture profonde che interessano il mantello superiore. Nello studio ‘Seismic anisotropy to investigate lithospheric-scale tectonic structures and mantle dynamics in southern Italy’ pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, i ricercatori hanno individuato una discontinuità profonda fino a circa 150-200 km. I prossimi passi prevedono l’utilizzo di tecniche avanzate per migliorare ulteriormente la conoscenza del quadro geodinamico del Mediterraneo centrale e delle relazioni che intercorrono tra tettonica e vulcanismo, in modo tale da svolgere azioni preventive nell’Isola, dove, come più volte scritto, detto e ribadito, ci sono rischi importanti in troppe zone. In particolare, nel sudest che 330 fu sconvolto da un evento sismico che distrusse il Val di Noto, l’azione preventiva appare necessaria e salvifica