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Il crack devasta la Sicilia. Non è più allarme, è emergenza!

Nell'articolo in edicola oggi su L'Identità Sicilia, un reportage sulla devastazione di questa droga. E le parole del responsabile del SERT Ragusa, Pippo Mustile

di Redazione -





Costa solo cinque euro. Comprarla è per tutti. Anche se hai 12 anni. E’ il crack. Per troppi giovani diventa valvola di sfogo. Ha soppiantato l’hashish, la marjuana. Il suo mercato, supera quello della cocaina. Il crack, in Sicilia, è devastante. Uccide. Farsi di crack, nell’Isola, è diventata una insana abitudine diffusa fra i ragazzi. Minorenni, soprattutto. O poco più che maggiorenni. Lo spaccio è cambiato. Servizio a domicilio. Palermo, ad esempio. Ti fermi per strada, magari fra le bancarelle di Ballarò dove il turista si fa attrarre dal vociare e un po’ meno dalla mercanzia e dove però, sotto gli occhi di tutti, giovani e meno giovani vendono e acquistano. Giulio e Noemi. Due nomi. Due volti. Due ragazzi. Due vittime di questa mannaia del nostro secolo, dei nostri tempi. Regione e Asp di Palermo sono insieme nella realizzazione e gestione di un Centro di pronta accoglienza che dia sostegno medico, farmacologico, terapeutico e psicologico-emotivo ai soggetti con dipendenza da crack. Progetto, finanziato con poco più di due milioni di euro per due anni, messi a disposizione in buona parte dall’assessorato regionale della Salute e per la restante dall’ASP del capoluogo siciliano. “Un’iniziativa pioneristica”, l’ha definita il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

La pericolosità del crack, nelle parole di Pippo Mustile, del SERT Ragusa, uno dei maggiori esperti siciliani. Contenute in un video pubblicato qui in sezione e in una sua dichiarazione su L’Identità Sicilia in edicola (foto da San Patrignano)


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