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Attualità

I manager della Sanità – Le opposizioni: “Indecente teatrino di spartizione”

di Salvo Gallo -





Le nomine dei manager della sanità siciliana, hanno scatenato le opposizioni. E così mentre il segretario della UIL Sicilia, Luisella Lionti, si limita ad augurare loro buon lavoro magari sperando che “si affrontino tutte le questioni aperte”, e dicendosi comunque “pronta al confronto”, sono i 5 stelle un autentico fiume in piena. Il primo ad aprire le danze, è stato il loro capogruppo all’ARS, Antonio De Luca. Alle agenzie e alla stampa, rilascia un commento che definire caustico sembra il minomo: “Spartizione della sanità fatta con tanto di vergognoso modulo calcistico; ma qui i veri calci li prendono i siciliani con questo governo che pensa solo alle poltrone mentre ospedali e pronto soccorso scoppiano e i medici sono in fuga verso il privato”. Un attacco senza se e senza ma condito da una vera e propria dichiarazione di guerra ai nuovi manager: “Non vi daremo tregua”. De Luca, parla di “governo del nulla che ha colonizzato la sanità” e poi piazza l’affondo degno di schermidore olimpionico: “Schifani pensi a farla funzionare (la sanità ndr). Sempre che abbia il tempo di farlo, visto che la sua maggioranza si è ormai liquefatta come gran parte delle sue promesse elettorali. Ieri per lui è stata una Caporetto. A questo punto l’unica cosa che sensata che dovrebbe fare è ammettere il fallimento e andare a casa, ridotto a brandelli”. E certamente non sono più tenere sulla questione le parole pronunciate sempre ieri, da Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Assemblea Regionale Siciliana: “Abbiamo assistito al teatrino delle nomine dei direttori ASP mentre in molti ospedali, come quello di Sciacca, reparti importanti rischiano di chiudere”. “La spartizione è stata completata – aggiunge il capogruppo del PD – ma mentre la maggioranza di governo recitava nessuno degli attori in scena si accorgeva di quanto stava accadendo fuori dal palazzo”. Già mercoledì sera, seppure un po’ distratti dagli eventi dell’aula che le avevano visto uscire vincenti sul ‘salva ineleggibili’, le opposizioni di Sala d’Ercole qualcosa sulle nomine avevano detto ma non con i toni usati ieri. Perche questi sono stati ben più pesanti. E Pd e Movimento 5 stelle, hanno attaccato in modo secco e con parole ficcanti e fiaccanti. Gli unici che sulla questione invece che hanno profferito poco o nulla, sono stati quelli di Sud chiama Nord. E ci si chiede il perché…