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Fuga in massa dalla Democrazia Cristiana. A Sciacca quattro consiglieri comunali abbandonano il partito

di Francesca Gallo -





A 24 ore dall’applicazione della misura cautelare ai domiciliari disposta dal Gip, su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Palermo, nei confronti di Totò Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia e attuale segretario della Nuova Democrazia Cristiana, accusato di corruzione e traffico di influenze, si registrano le prime scosse del paventato terremoto in seno al partito dello scudocrociato.
A Sciacca, dove la DC, anche per la presenza sul territorio dell’onorevole Carmelo Pace (tra i 18 indagati assieme a Cuffaro nella vasta inchiesta della Procura di Palermo), aveva trovato terreno fertile, facendo registrare nel giro di poco tempo diverse adesioni, arrivando all’interno del civico consesso cittadino complessivamente a sei consiglieri comunali, il numero oggi si riduce drasticamente a due.
Dopo la dipartita, lo scorso 11 novembre, del consigliere Luca La Barbera, altri tre consiglieri annunciano l’uscita dal partito. Si tratta di Nino Venezia, Alberto Sabella e Giuseppe Catanzaro che in un comunicato confermano l’addio alla Democrazia Cristiana.

La nota dei consiglieri Sabella e Venezia

In una nota stampa congiunta Alberto Sabella e Nino Venezia comunicano di aver lasciato il Gruppo della Democrazia Cristiana a causa di evidenti contrasti con la segreteria cittadina, in riferimento, in particolare, alla recente diffusione di un comunicato a firma segretario cittadino, Giuseppe Milioti, redatto e divulgato senza alcuna preventiva concertazione con i consiglieri comunali.
“Riteniamo, pertanto, conclusa la nostra esperienza all’interno del Gruppo della Democrazia Cristiana di Sciacca” – scrivono Sabella e Venezia – annunciando il loro ritorno al progetto civico con il quale erano stati candidati ed eletti alle ultime elezioni amministrative: la lista civica “Insieme per Sciacca”, nata – scrivono – da un percorso condiviso con l’onorevole Carmelo Pace , l’on. Salvatore Cascio e con tutti gli altri candidati. Un dialogo che intendiamo proseguire con coerenza e senso di responsabilità”.

La nota del consigliere Giuseppe Catanzaro

Ad annunciare ufficialmente la fuoriuscita dal gruppo consiliare della Nuova Democrazia Cristiana di Sciacca è anche il consigliere Giuseppe Catanzaro. 

“Le ragioni di questa scelta – scrive in una nota il consigliere indipendente Giuseppe Catanzaro – sono molteplici. I fatti di natura giudiziaria, noti a tutti, hanno certamente ed in gran parte contribuito a maturare in me questa decisione, per nulla semplice. Ma anche altri fattori, come l’avvicinamento alle posizioni della Lega di Salvini che, a mio modo di vedere – dice – avrebbe spostato il partito troppo a destra”. 

In virtù di tali ragioni, rilevanti sul piano politico, il consigliere Giuseppe Catanzaro si congeda ufficialmente dal partito, non prima, però, di aver ringraziato l’onorevole regionale Carmelo Pace, a cui – scrive “mi lega e mi legherà una stima personale e politica”.

Le ragioni del consigliere Luca La Barbera

Il consigliere comunale Luca La Barbera lo scorso 11 novembre, data in cui ufficializzava la sua uscita dalla DC, scriveva: – “Comunico la mia decisione di lasciare il partito e intraprendere un percorso politico da indipendente. Mi ero avvicinato alla DC per la fiducia e l’apprezzamento nei confronti dell’onorevole Carmelo Pace ed auspico che possa dimostrare la propria estraneità ai fatti. Tuttavia, aggiunge il consigliere, ritengo doveroso prendere le distanze dal clima e dalle dinamiche che oggi caratterizzano la Democrazia Cristiana. Purtroppo – conclude La Barbera – ci siamo trovati coinvolti in una situazione più grande di noi”.

Una decisione, quella del consigliere saccense, che pare abbia influenzato anche altri componenti della DC locale, lasciata temporaneamente in stand by, almeno fino al pronunciamento del Gip, avvenuto ieri, che ha disposto i domiciliari per Cuffaro, respingendo la richiesta di arresto per gli altri indagati, Saverio Romano e Carmelo Pace, anche loro coinvolti nell’inchiesta.

Intanto, a conti fatti, a rappresentare il gruppo consiliare de la Nuova Democrazia Cristiana di Sciacca, guidato dal segretario cittadino Giuseppe Milioti, rimangono i consiglieri Filippo Bellanca e Giuseppe La Bella. Ma la tempesta è ancora in atto e presto potrebbero aprirsi nuovi ed ulteriori scenari, conseguenza di una vicenda giudiziaria che ha coinvolto in prima persona l’artefice della sua creatura politica, quella Nuova Democrazia Cristiana che adesso è tutta da ridisegnare.