Leggi:

Mosaico

Finanziaria regionale, doppio scivolone del governo poi l’intesa: incentivate le assunzioni

di Vincenzo Migliore -





Una giornata iniziata in salita e chiusa con un risultato politico che il governo regionale porta a casa come una vittoria di metodo prima ancora che di merito. La Finanziaria della Regione Siciliana supera il primo, delicatissimo, passaggio in Aula: dopo due stop consecutivi, l’Assemblea regionale siciliana approva la riscrittura dell’articolo 1, uno dei pilastri della manovra, che mette sul tavolo 150 milioni di euro destinati a sostenere l’occupazione e ridurre il costo del lavoro per le imprese.

Il copione è quello delle giornate parlamentari ad alta tensione: maggioranza fragile, opposizioni compatte, voti segreti che diventano trappole e un clima che, a più riprese, sembra sul punto di deragliare. Poi, nel momento più complicato, entra in scena il presidente della Regione.

Schifani in Aula, la mediazione che rimette insieme i pezzi

È Renato Schifani a raddrizzare una giornata che rischiava di trasformarsi in un segnale politico pesante per il suo esecutivo. Dopo i primi due inciampi, il governatore si presenta in Sala d’Ercole e avvia una fitta trama di incontri e confronti, alternando aperture alle opposizioni, richiami interni alla maggioranza e un lavoro paziente di cucitura.

Il risultato è una riscrittura completa dell’articolo 1: il testo originario viene ritirato, gli emendamenti superati, ma alcune proposte avanzate dai banchi dell’opposizione trovano spazio nella nuova formulazione, rendendo la norma più solida e politicamente “blindata”.

Incentivi al lavoro: più tutele per donne e over 50

Nel dettaglio, la misura prevede un contributo base pari al 10% del costo annuo del personale assunto. Percentuale che sale al 15% nei casi in cui l’assunzione riguardi donne o lavoratori over 50. Un rafforzamento significativo, frutto di un’intesa che tiene insieme esigenze diverse ma convergenti.

Tra le modifiche recepite, spicca l’emendamento del Movimento 5 Stelle, a prima firma Roberta Schillaci, che introduce uno sgravio IRAP del 15% per le imprese che assumono over 50 disoccupati da almeno due anni. Una norma che guarda a una fascia di lavoratori spesso espulsa dal mercato e difficilmente reinseribile.

Accolta anche la proposta del Partito democratico, con l’emendamento di Nello Di Pasquale, che prevede un ulteriore incremento degli incentivi per le imprese che assumono donne, rafforzando l’impianto della norma sul fronte del contrasto al divario di genere.

C’è spazio infine per l’emendamento di Dario Safina: gli sgravi salgono al 15% anche per quelle aziende che investono in welfare aziendale, sicurezza sul lavoro e riduzione dell’orario settimanale a 35 ore. Un segnale che lega le politiche occupazionali alla qualità del lavoro.

Le prime crepe: istruzione e voto segreto mettono in difficoltà la maggioranza

Prima dell’accordo, però, l’Aula aveva già lanciato segnali inequivocabili. La maggioranza era andata sotto su due votazioni a scrutinio segreto, approvando emendamenti delle opposizioni su edilizia scolastica e manutenzione degli edifici, nonostante il parere contrario del governo.

Un campanello d’allarme amplificato dallo scontro con l’assessore all’Istruzione Mimmo Turano, durissimo nel commentare il voto che ha messo a rischio il finanziamento delle sezioni primavera, servizi educativi essenziali per la fascia 24-36 mesi.

È in questo contesto che l’intervento del presidente della Regione diventa decisivo per riportare il confronto su binari gestibili e scongiurare una deriva che avrebbe potuto compromettere l’intero impianto della manovra.

Una manovra ancora in salita, ma il segnale politico c’è

La doppia sospensione d’Aula e il ritorno alla discussione solo in serata raccontano di una Finanziaria che non sarà una passeggiata. Il clima resta teso, le opposizioni pronte a colpire, la maggioranza chiamata a ritrovare compattezza soprattutto nei voti segreti.

Eppure, l’approvazione dell’articolo 1 segna un punto fermo: sui temi considerati strategici – lavoro, occupazione, sviluppo – uno spazio di mediazione è possibile. Come spesso accade nelle aule parlamentari, la differenza la fa la capacità di ascoltare, correggere e tenere insieme pezzi diversi.

Oggi si riparte con l’Aula convocata in mattinata. La strada è ancora lunga e nulla può essere dato per scontato. Ma dopo una partenza a dir poco accidentata, la Finanziaria regionale ha dimostrato di poter essere rimessa sui binari. A patto che, da qui in avanti, ogni voto venga trattato come decisivo.