Leggi:

Ambiente

Depuratore di Priolo, un tavolo per mettere fine alle criticità

di Redazione -





Ieri nella sede della Prefettura di Siracusa, alla presenza del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, si è insediato il tavolo tecnico per l’attuazione degli interventi di adeguamento del depuratore consortile Ias di Priolo Gargallo. Il depuratore consortile, sequestrato dal 2022 per disastro ambientale, ha continuato a funzionare sia per trattare i fanghi delle imprese del polo petrolchimico che, altrimenti, avrebbero dovuto interrompere il ciclo produttivo, ma anche per smaltire i reflui civili di Priolo e Melilli. Per questo motivo, con un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 3 febbraio 2023 l’impianto di Priolo Gargallo, dopo il sequestro disposto dalla Procura aretusea nel giugno del 2022, è stato dichiarato di interesse strategico nazionale, con la prevista realizzazione di un “bilanciamento tra le esigenze di continuità dell’attività produttiva e di salvaguardia dell’occupazione e la tutela della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell’ambiente e degli altri eventuali beni giuridici lesi dagli illeciti commessi”. Una situazione critica in mano al governatore Schifani a cui – tramite un decreto congiunto dei ministri delle Impresa e dell’Ambiente – è stato assegnato il ruolo di coordinare il finanziamento alla progettazione e la realizzazione delle opere per attuare le prescrizioni dell’autorizzazione integrale ambientale, necessarie per far funzionare il depuratore consortile nel rispetto dei valori limite di emissione. Lo stesso governatore aveva già provveduto a nominare nei giorni scorsi l’ingegnere Giovanna Picone a commissario straordinario ad acta, con incarico a decorrere dal 19 febbraio 2024 fino al 31 maggio 2025. E così, Schifani, accolto nella sede di piazza Archimede dal prefetto di Siracusa Raffaela Moscarella e dal sindaco Francesco Italia, ha dato l’avvio “ufficiale” alla realizzazione delle opere di messa in regola.
“Oggi facciamo un ulteriore passo in avanti verso la definitiva soluzione delle criticità che riguardano il depuratore consortile di Priolo” dichiara il presidente della Regione. “Una vicenda sulla quale l’attenzione del mio governo è sempre stata altissima, fin dall’insediamento, nella consapevolezza di dover intervenire urgentemente per salvaguardare sia l’ambiente e la salute pubblica, sia la continuità produttiva del Polo siracusano, per il quale l’impianto è essenziale. Abbiamo lavorato di concerto con i ministri competenti, Urso e Pichetto Fratin, che ringrazio per il clima di fattiva collaborazione tra il governo regionale e quello centrale, che ha consentito anche in questa vicenda di intervenire tempestivamente per rispondere alle esigenze dei siciliani”. Del tavolo insediato oggi fanno parte i seguenti tecnici: Antonio Milillo in rappresentanza del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica; Alberto Castronovo e Augusto Reggiani, quest’ultimo in qualità di supplente, per il ministero delle Imprese e del made in Italy; Francesco Sorrentino a rappresentare il ministero delle Infrastrutture; i dirigenti generali dei dipartimenti regionali dell’ambiente, Patrizia Valenti, e delle Attività produttive, Carmelo Frittitta, in rappresentanza dei rispettivi assessori; Genève Farabegoli e Michele Ilaqua (supplente) per l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra); Gaetano Valastro e Salvatore Caldara (supplente) per l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Aspra). Assente, non per sua volontà, il sindaco di Priolo Pippo Gianni: “Sono basito. Anzi, preoccupato” ha dichiarato il primo cittadino. “Si indicono riunioni in cui si parla di Priolo, senza però chiamare il sindaco di Priolo”. Gianni non nasconde il fastidio per il mancato invito all’appuntamento in Prefettura a Siracusa. “Tre anni fa, con atti ufficiali, avevo chiesto alla Regione ed al governo centrale di stanziare 22 milioni di euro per mettere a posto quell’impianto. Non ho mai ricevuto una risposta o un segno di attenzione verso un problema che c’è, che era evidente già prima e di cui adesso Palermo ha deciso di accorgersi”.