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Da Bruxelles alla Sicilia: l’onda verde dei trattori

di Redazione -





di JERRY ITALIA – L’Onda Verde dei trattori sbarca anche in Sicilia dopo che da giorni in tutta Italia e in diversi Paesi europei è in corso una grande mobilitazione contro le politiche agricole imposte dall’UE. Politiche che, unanimemente gli operatori agricoli definiscono a gran voce disastrose e distruttive per l’intero comparto. Prima di arrivare nell’Isola i trattori hanno fatto sentire il rombo dei loro motori anche a Bruxelles, di fronte al Parlamento Europeo. “Siamo venuti a Bruxelles perché è qui che si decidono le regole che si abbattano su di noi – ha dichiarato Stéphane Bleuzé, agricoltore francese della Coordination Rurale, parlando all’ANSA durante le proteste degli agricoltori tenutesi davanti all’Eurocamera – Le manifestazioni cresceranno perché cresce il malcontento e questa cosa si abbatterà sulle elezioni europee”.

E la premonizione di Bleuzé si è realizzata. Da lì poi l’Onda Verde è cresciuta ed è straripata in Italia, percorrendo lo Stivale da Nord a Sud, fino in Sicilia dove, dal 20 gennaio è partita la mobilitazione generale. Palermo, Trapani, Ragusa, Agrigento, Sciacca fino ad arrivare alla Piana di Gela, patria dei carciofi e del grano, non c’è angolo della Sicilia dove non ci siano proteste. Nel palermitano la protesta degli agricoltori ha preso di mira la Palermo-Sciacca, nel tratto tra San Cipirello e Giacalone. Proteste anche nella Piana gelese dove diversi agricoltori gelesi e niscemesi, si sono radunati, con i loro trattori, nella zona di Ponte Olivo. Un lungo corteo di mezzi agricoli si è snodato sulla SS 117 Bis che da Gela porta a Catania con trattori e striscioni di protesta. La mobilitazione è stata organizzata dall’associazione «Santa Maria», che riunisce braccianti e coltivatori diretti di Gela, Niscemi, Licata, Mazzarino, Riesi e Butera. Dopo il raduno a Ponte Olivo si sono diretti al Palazzo di Giustizia di Gela. Unanimi le rivendicazioni, nei campi locali l’acqua non arriva e le dighe non danno copertura, i prezzi di produzione e per le materie prime sono alle stelle, le aziende soccombono perché non riescono a stare su un mercato dominato da produzioni a basso costo che arrivano da mercati esteri e le aree rurali si spopolano. Al fianco degli agricoltori anche il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti: “I nostri agricoltori hanno bisogno di risposte immediate – dice – nei campi manca l’acqua perché le dighe cadono a pezzi e non vengono manutenzionate e nel frattempo i costi di produzione salgono alle stelle.

Stato e Regione sono stati assenti per troppo tempo, adesso è arrivato il momento di ascoltare le istanze dei produttori. Questa è l’ennesima protesta e credo proprio che ormai si sia oltrepassato ogni limite di sopportazione dei tanti padri di famiglia che vivono una profonda crisi quotidiana”. Tante le dichiarazioni di solidarietà della politica regionale. “Il governo Schifani continua ad avere atteggiamenti che rischiano di compromettere la tenuta sociale della nostra isola – ha detto il capogruppo all’Ars del Partito Democratico, Michele Catanzaro – Come per i disservizi sanitari segnalati ogni giorno in ogni parte dell’isola e sconosciuti a Schifani ed ai suoi assessori – dice l’esponente Dem – anche per i bisogni del mondo agricolo e degli allevatori c’è una lontananza che preoccupa”. “Il governo regionale – ha aggiunto il deputato Dem all’Ars Nello Di Pasquale – ha la responsabilità di avere dimenticato un settore strategico per la nostra Isola. L’agricoltura è il settore più colpito dai sempre più evidenti cambiamenti climatici che investono la Sicilia. Per questo bisogna guardare alla capacità di intervenire tempestivamente nei casi di crisi. La politica deve battere un colpo e fare sentire la sua vicinanza a chi è in difficoltà dando risposte vere al settore”. I sit in, proseguiranno anche nella giornata di oggi, principalmente con l’obiettivo di rilanciare una vertenza che sembra non avere più fine.