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Contro i femminicidi. Il questore di Ragusa propone e firma un protocollo

L'esperienza positiva del progetto del capo della polizia iblea, Vincenzo Trombadore, maturata a Macerata e adesso riproposta

di Redazione -





Una valigia con un kit di prima di necessità; ma anche il psicologico e legale. Sono strumenti di prevenzione al femminicidio. Pensati per le donne che decidono di fuggire da luoghi insicuri. A cominciare da quelle mura domestiche che sono troppo spesso luogo di violenza e di crudeltà. E dove la vittima è donna. Troppo spesso. Troppe volte. L’iniziativa è il protocollo d’intesa firmato in Questura, a Ragusa, trav il capo della polizia iblea, il Questore Vincenzo Trombadore, il comune di Ragusa e l’associazione Salvabebè- Salvamamme‘. La cui direttrice, Katia Pacelli, ha spiegato perchè questo momento è importante

“Esperimento riuscito a Macerata e adesso da esportare a Ragusa”

Il Questore di Ragusa, Trombadore, ha spiegato di avere sperimentato e con ottimi risultati, questol esperimento a Macerata, nella sua esperienza marchigiana, e di essere pronto, adesso, a proporlo a Ragusa. Il protocollo prevede il coinvolgimento delle scuole attraverso momenti educativi. “Occorre cambiare il paradigma culturale“, ha detto il Questore. Mentre il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, ha spiegato che questo documento, arriva in un momento in cui, dopo la tragedia di Giulia, c’è in tutta Italia voglia di cambiamento. Di scuotere le coscienze. Di agire perchè necessario