Comiso saluta il piccolo Raffaele: una città intera stretta nel dolore
Una folla commossa ha gremito fino all’inverosimile la basilica di Maria SS. Annunziata per dare l’ultimo saluto al piccolo Raffaele Sallemi, il bimbo di due anni morto tragicamente il 21 agosto scorso nella piscina della casa di villeggiatura di famiglia a Caucana.
Attorno al feretro bianco, avvolto da fiori e lacrime, c’erano i genitori, i nonni, i familiari e tantissimi amici. Presenti anche le istituzioni: il sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, insieme ad assessori e consiglieri comunali.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Giuseppe La Placa, affiancato da numerosi sacerdoti, in un rito che ha assunto i toni della partecipazione corale di un’intera comunità colpita nel cuore.
Le parole del vescovo al funerale di Raffaele
Nell’omelia, mons. La Placa ha dato voce al dolore profondo di tutti:
“Due anni appena – ci è stato strappato dalle mani e dal cuore in un modo che non avremmo mai potuto immaginare. La piscina, luogo di gioia e spensieratezza, si è trasformata in una tomba. È una ferita che lacera le nostre certezze: un figlio non dovrebbe mai precedere i genitori. Eppure è accaduto. Oggi siamo qui, con il cuore lacerato, avvolti da un dolore che solo Dio può accogliere e custodire”.
Rivolgendosi ai genitori, il vescovo ha scelto la delicatezza del silenzio e della fede come unica via di consolazione:
“Il silenzio e le lacrime sono l’unica voce possibile. Non smettete di piangere, ma ricordate che Raffaele vi ama più di quanto avrebbe potuto fare su questa terra. L’amore è più forte della morte”.
Una città che si stringe attorno alla famiglia
Al termine della celebrazione, mentre un canto di lode saliva al cielo, centinaia di palloncini azzurri sono stati liberati in aria. Un gesto semplice, ma carico di significato: un abbraccio simbolico che ha unito la comunità di Comiso nella speranza che il piccolo Raffaele continui a vivere “oltre la vita”, custodito fra le braccia del Signore.
