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Catania e l’inutile ferrovia fantasma che pochi usano

di Redazione -





di ALESSANDRO FRAGALÀ – l’inutile ferrovia fantasma di Catania

A Catania si fa un gran parlare di metropolitana, del suo sviluppo, di una mobilità che vorrebbe provare, anche se la strada è ancora lunghissima, a raggiungere standard europei. Ed in effetti negli ultimi anni, anche dal punto di vista culturale, la situazione è notevolmente migliorata e questo anche grazie allo sviluppo della linea metropolitana, alla nascita di nuove stazioni e alla politica che ha, finalmente, trovato il modo di far integrare i servizi. Da qualche tempo Amts ( che si occupa del trasporto pubblico su strada ) e Fce ( che si occupa del trasporto pubblico su rotaia ) hanno finalmente compreso che l’unica strada possibile era l’integrazione dei servizi, o almeno, l’integrazione dei biglietti. L’iniziativa Catania Tu Go ha permesso di acquistare, ad un prezzo davvero conveniente, un abbonamento unico per Bus, metro e parcheggi scambiatori. Una svolta epocale che dovrebbe diventare una normalità a prescindere dalle iniziative legate ai fondi europei.

Per raggiungere la vera integrazione, però, si dovrebbe andare oltre alle tariffe uniche, ma sarebbe necessario creare delle linee, in questo caso degli autobus, direttamente collegate dai parcheggi scambiatori dell’hinterland alle fermate della metro, così come avviene in altre grandi città italiane come Roma e Milano. Ma questo è un altro capitolo, su cui magari torneremo prossimamente. L’oggetto in questo caso è un altro. A Catania c’è una metro che finalmente funziona, che sta per essere ampliata con l’apertura di due nuove stazioni Fontana e Monte Po’ e che, ma su questo siamo incerti, potrebbe raggiungere entro il 2026 l’aeroporto Vincenzo Bellini di Fontanarossa. Ma in realtà un binario che raggiunge una stazione posta a pochi metri dallo scalo catanese, già c’è. Solo qualche anno fa, infatti, è stata inaugurata la stazione Rfi ( quindi legata alla ferrovie italiane ) Catania Fontanarossa. Insieme a questa, magari un po’ troppo in sordina, hanno visto o rivisto la luce le stazioni Rfi di Ognina, Picanello e di Piazza Europa.

In sostanza a Catania esiste una seconda linea metropolitana che permette in poco più di 20 minuti( 26 per l’esattezza ) di raggiungere l’aeroporto dalla stazione di Cannizzaro ( quindi in sostanza da Aci Castello e da uno dei nosocomi più importanti della città ), ma nessuno lo sa e in pochissimi la utilizzano. Impossibile non porsi dei quesiti, per comprendere quello che sembra davvero uno spreco assurdo. L’analisi, a dir il vero, non è particolarmente complessa e basta una piccola ricerca sul portale di Trenitalia per farsi un’idea. Prendendo come punto di partenza la stazione di Cannizzaro, le corse giornaliere verso l’aeroporto sono 8. La prima alle 7 del mattino, l’ultima alle 18 del pomeriggio. Decisamente poche se l’intervallo è mediamente di due ore tra una corsa è l’altra. Ma non solo: il biglietto di sola andata ha un costo che non ha nulla a che vedere con la mobilità cittadina, ovvero 3 euro e 30 centesimi. Il treno che in circa mezz’ora raggiunge l’aeroporto effettua fermate anche nelle stazioni intermedie, esattamente come una metropolitana. Va un po’ meglio, ma non è chiaro il motivo, se si parte dalla stazione di Ognina: in questo caso le corse sono poco più di 10 e il costo del biglietto scende a 2 euro e 20 centesimi. Tralasciando il fatto che poche centinaia di metri, ovvero quelli che separano le due stazioni, possano causare una variazione di prezzo di 1 euro e 10 centesimi, concentriamoci sul costo che rimane altissimo rispetto alla media nazionale dei biglietti urbani di Trenitalia che vede Catania all’ultimo posto con i costi più alti di tutta Italia. Un prezzo che, peraltro, non è giustificato dal servizio. Peccato perché con un minino di sinergia Catania avrebbe potuto avere una seconda linea metropolitana ( in questo caso sia interrata che all’aperto ) come succede in altre città. Le possibilità di integrazione non mancano, se è vero che i treni che abbiamo citato fanno tutti tappa alla stazione centrale, dunque con possibilità di scambio con la metropolitana e la stazione Giovanni XXIII.

Con un minimo di integrazione degli orari e delle tariffe, solo per fare un esempio, si potrebbe ( in attesa che ci arrivi la metro ) raggiungere l’aeroporto partendo da Nesima; oppure si potrebbe lasciare l’auto nel parcheggio scambiatore Santa Sofia, prendere lo shuttle Fce verso la stazione Milo, metro fino alla stazione centrale e poi treno fino a Fontanarossa. Raccontata così ai catanesi potrebbe sembrare un sogno e invece i servizi già esistono, ma nessuno ha fatto in modo di integrarli e renderli funzionali per la comunità e non fini a se stessi.