Leggi:

Agricoltura

Bloccato il grano estero a Pozzallo: la nuova protesta dei trattori

di Redazione -





di ELEONORA CIAFFOLONI
Mentre a Bruxelles gli agricoltori in protesta mettevano a ferro e fuoco una città, molti chilometri più giù, nel ragusano, altri lavoratori siciliani scendevano in piazza. Si tratta di una nuova frontiera della protesta dei trattori, che arriva al porto di Pozzallo: l’obiettivo dei manifestanti è il grano importato dall’estero per il commercio italiano. Una nutrita rappresentanza di manifestanti ha preso parte al sit-in “La Sicilia alza la voce” sollecitando “una Europa meno cieca e ottusa e una Meloni meno succube”. Gli agricoltori, difatti, hanno bloccato i camion in uscita dal porto, sui cui il grano canadese è da poco stato scaricato dalle navi.
Un blocco non solamente simbolico e di protesta – come lo sono stati nelle scorse settimane i cortei a bordo dei mezzi agricoli – ma anche proattivo: perché i manifestanti hanno prelevato alcuni campioni di grano da far analizzare. Perché uno dei motivi del malcontento degli agricoltori è proprio quello della concorrenza straniera, considerata sleale e pericolosa. Il motivo di tale slealtà si cela dietro l’uso di una sostanza, il glifosato, che è un potente erbicida – potenzialmente cancerogeno e tossico – che ora è vietato dalle regole comunitarie.
“Un grano che per essere trasportato dal Canada alla Sicilia si fa 50 giorni di navigazione deve essere preservato dalle muffe e per forza deve essere trattato” dichiara uno dei manifestanti.
Ma non succede solo al grano, i trattamenti vengono fatti anche sugli ortaggi come patate e carote i cui costi di produzione, con l’uso dell’erbicida, si abbassano fino al 40%. Tutti prodotti che arrivano sul mercato italiano e si inseriscono a prezzi più bassi rispetto alle produzioni del Belpaese, uno dei motivi per cui il settore agricolo, ad oggi, si trova in ginocchio.
E a Pozzallo, gli agricoltori si sono concentrati sulla tossicità dei prodotti, su cui ora si attendono le verifiche dei parametri previsti dalla legge. Gli agricoltori, difatti, contestano l’uso dell’erbicida vietato dall’Ue – quindi che non può essere utilizzato nei Paesi membri – con cui i prodotti importati in Italia vengono trattati.
“Qui viene fuori l’inghippo – dice il portavoce degli agricoltori Marcello Guastella – che per il consumatore non è facile da capire. La nave che scarica il grano al porto di Pozzallo viene dal Canada ed è prodotto con l’uso del glifosato. Nulla di strano: tutto ciò è legale, è successo in passato e succederà ancora periodicamente. Ci chiediamo come sia possibile bandire l’uso di una sostanza e consentire il consumo di un prodotto che con quella stessa sostanza viene trattato. Chiediamo alla Ue che le nostre produzioni vengano difese e protette dall’ importazione selvaggia. Dove si trovavano le nostre associazioni di categoria quando furono firmati questi accordi? Si tratta di una scelta che ci penalizza, ponendoci fuori mercato e danneggiando la salute dei consumatori. Vogliamo difender le nostre produzioni, ma dobbiamo difendere anche la salute dei consumatori. Una importazione così selvaggia non può essere consentita, chiediamo l’intervento del governo perché i produttori non possono più aspettare ed è necessario fare qualcosa”.
Presente a Pozzallo anche una delegazione del Movimento dei Produttori Agricoli del Belice: il comitato spontaneo, come altri gruppi di agricoltori siciliani sta puntando a nuove modalità di protesta che vanno oltre i cortei di trattori. Dopo Pozzallo la protesta potrebbe spostarsi verso i palazzi delle istituzioni. Il Comitato spontaneo degli agricoltori che protesta in località Gulfa vuole confrontarsi direttamente con il governatore della Sicilia e l’assessore regionale all’agricoltura. Un primo confronto con l’assessore all’agricoltura potrebbe esserci in settimana, con la presenza in zona dell’assessore Sammartino annunciata dal capogruppo della Dc Carmelo Pace presente sabato scorso al presidio di contrada Gulfa.