Blitz antidroga in Sicilia e in tutta Italia: 384 arresti
Un’azione senza precedenti per dimensioni e capillarità. Dalle grandi aree metropolitane alle province più esposte allo spaccio, l’Italia si è risvegliata sotto il segno di uno dei più vasti blitz antidroga degli ultimi anni. Una manovra coordinata, chirurgica, che ha attraversato l’intero Paese con un obiettivo chiaro: colpire al cuore la criminalità diffusa e le reti dello spaccio.
Il bilancio parla da solo: 384 arresti, 655 denunce, migliaia di controlli e un flusso di sequestri che restituisce la fotografia cruda di un mercato illecito ancora potente ma sempre più sotto pressione.
Sicilia coinvolta: perquisizioni e provvedimenti
L’operazione ha toccato anche la Sicilia, con interventi mirati a Palermo, Caltanissetta e Agrigento, territori dove lo spaccio continua a intrecciarsi con marginalità sociale e microcriminalità organizzata. Qui, come altrove, le Squadre Mobili hanno lavorato su segnalazioni, pedinamenti, incroci di dati e attività investigative stratificate nel tempo.
Droga, armi e denaro: il bottino sequestrato
I numeri del sequestro restituiscono la scala dell’intervento:
- 1.400 chili di droga, di cui 1.370 kg di cannabinoidi,
- 35 kg di cocaina e 1 kg di eroina,
- 41 armi da fuoco, 80 armi bianche,
- oltre 300.000 euro in contanti, ritenuti provento diretto delle attività illecite.
Un arsenale e una liquidità che raccontano quanto lo spaccio sia ancora un’industria criminale strutturata, capace di muovere capitali e armarsi per difendere i propri interessi.
Cannabis shop e social sotto osservazione
Sotto la lente anche il fronte, sempre più ambiguo, dei prodotti a base di canapa. Su oltre 300 cannabis shop controllati, cinque sono stati sequestrati in tre diverse città: tre arresti e 141 denunce tra i titolari, con il sequestro di circa 300 chili di prodotti risultati, dalle analisi, vere e proprie sostanze stupefacenti.
Parallelamente, gli investigatori hanno individuato profili social utilizzati per promuovere o agevolare condotte criminali, avviando le procedure per il possibile oscuramento su disposizione dell’Autorità giudiziaria. Un segnale chiaro: lo spaccio non vive più solo nelle strade, ma anche negli algoritmi.
Controlli capillari: oltre 95 mila persone identificate
L’imponente dispositivo ha portato all’identificazione di oltre 95.000 persone, tra cui 16.701 cittadini stranieri e 10.848 minorenni. Numeri che raccontano la profondità dell’intervento e la scelta di presidiare le aree più fragili, dove droga e disagio sociale si alimentano a vicenda.
È una fotografia dura, ma necessaria. Perché ogni blitz non è solo repressione: è un messaggio. E questa volta il messaggio è arrivato forte e chiaro, da Nord a Sud.
