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Economia

Bilancio consolidato 2024, la Regione Siciliana raddoppia il patrimonio netto: ma 39 enti su 93 sono in perdita

di Federico Conti -





Il dossier del servizio bilancio dell’Ars fotografa un quadro in chiaroscuro: segnali positivi sulla solidità patrimoniale e sul debito, ma cresce il numero di società e organismi regionali che chiudono l’anno in rosso.

Il patrimonio netto della Regione Siciliana raddoppia, i debiti calano e i ricavi tengono. Sono le note positive del bilancio consolidato 2024 dell’amministrazione regionale, approvato dalla giunta e atteso all’esame della commissione Finanze dell’Assemblea regionale siciliana. Ma il dossier predisposto dal servizio bilancio dell’Ars — che ha passato al setaccio 93 dei 136 soggetti che compongono il cosiddetto Gruppo amministrazione pubblica — rivela anche una criticità crescente: le realtà in perdita sono passate da 32 a 39 nell’arco di un solo anno.

Patrimonio netto più che raddoppiato: da 3 a 6,39 miliardi

Il dato che più colpisce nel bilancio consolidato Regione Siciliana 2024 riguarda la solidità patrimoniale. Il patrimonio netto — vale a dire la ricchezza del gruppo al netto delle passività, comprensiva di dotazione, riserve e risultato d’esercizio — ha raggiunto 6,39 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto ai 3,06 miliardi registrati nel 2023. Un recupero tanto più significativo se si considera che appena due anni fa, nel 2022, il valore era addirittura negativo per 1,37 miliardi.

Sul fronte economico, i componenti positivi della gestione (proventi e ricavi) si attestano a 23,81 miliardi, in lieve crescita rispetto ai 23,57 miliardi del 2023. I costi della gestione ordinaria scendono invece a 19,41 miliardi dai 19,56 dell’anno precedente. Il saldo tra le due voci è di 4,40 miliardi, in miglioramento rispetto ai 4,01 miliardi del 2023.

Risultato d’esercizio e debiti: luci e ombre

Non tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione. Il risultato d’esercizio di gruppo si ferma a 3,47 miliardi, in calo rispetto ai 4,01 miliardi dell’anno precedente. Un arretramento che i tecnici dell’Ars leggono però in un contesto complessivamente positivo.

Sul fronte dell’indebitamento, la tendenza è incoraggiante: l’esposizione debitoria complessiva ammonta a 14,14 miliardi, con i debiti da finanziamento scesi a 6,23 miliardi — in continuità con il calo già avviato nel 2023 rispetto ai 6,74 miliardi del 2022.

In controtendenza, invece, il costo del personale: nel 2024 ha superato 1,10 miliardi di euro, confermando una crescita graduale ma costante rispetto ai 953,9 milioni rilevati nel 2022.

39 enti in perdita: il nodo delle società regionali

È qui che il quadro si complica. L’apporto complessivo di società ed enti strumentali al risultato economico consolidato — al netto del dato della capogruppo Regione — si è fermato a 97,6 milioni, in netto calo rispetto ai 219,8 milioni del 2023.

Dei 93 soggetti esaminati, 54 hanno chiuso in utile e 39 in perdita. Un anno prima, le realtà in rosso erano 32: sette in più nel giro di dodici mesi.

«Il risultato complessivo positivo cela una situazione differenziata tra società», avvertono i tecnici del servizio bilancio dell’Ars, sottolineando come i risultati favorevoli di alcuni soggetti stiano di fatto compensando «altre realtà gestionali critiche».

Un campanello d’allarme che la commissione Finanze dell’Ars sarà chiamata ad affrontare già nelle prossime ore.