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Appello all’Ars “Salvate la lingua siciliana” 

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di REDAZIONE- Appello all’Ars “Salvate la lingua siciliana” 

La lingua siciliana sta morendo. E sarebbe una iattura. Per l’Isola, certo. Ma pure per l’Italia e, se possibile, per l’Europa. Non è un mistero, infatti, che la lingua siciliana è stata letteraria già secoli prima di Andrea Camilleri. Da Cielo d’Alcamo alla poesia cortese, c’è un pezzo d’Europa, della storia di tutto il Vecchio Continente e del Mediterraneo, nella lingua che va preservata, studiata, apprezzata e rivivificata. Per questa ragione è stato presentato un appello all’Ars, l’assemblea regionale siciliana. Si tratta di ben diciotto associazioni che hanno scelto di combattere insieme la buona battaglia riunendosi tutto un’unica sigla: Auclis, associazioni unite per la cultura e la lingua siciliana. Auclis ha inviato una lettera a ciascun deputato regionale. Che parte da una premessa: “la lingua siciliana sta subendo una continua erosione a causa di due fattori: la persistenza di alcuni pregiudizi radicati e l’assenza di politiche concrete per la sua difesa. Tra i pregiudizi più dannosi: il considerare il siciliano un dialetto dell’italiano, una corruzione linguistica dell’italiano, quasi un linguaggio di serie B; associarlo ad ambienti di emarginazione e a situazioni delinquenziali; ritenerlo non adatto alle esigenze dei tempi moderni, e così via sminuendo”. Una vera beffa se si pensa che le primissime forme di poesia “italiana” nel Medioevo sono proprio in lingua siciliana. “Tutti questi fattori – si legge – hanno portato a una situazione in cui la lingua siciliana rischia progressivamente di scomparire, il che sarebbe una perdita inestimabile e catastrofica per la nostra comunità. Non è un caso che l’Unesco, nel suo Atlante sulle lingue in pericolo (Atlante che, precisiamo, si incentra soltanto sulle lingue e non sui dialetti), ha catalogato il siciliano tra le lingue vulnerabili”. Pertanto, Auclis ha chiesto “che i politici siciliani prendano posizione e adottino delle misure concrete per tutelare e promuovere la lingua siciliana”. Quali? Eccole: “Tra le misure proposte, quella di attuare la legge relativa all’insegnamento del patrimonio culturale e linguistico siciliano nelle scuole, facendo attenzione a che non si concentri su approfondimenti di tipo filologico e non sia contaminato da un approccio ideologico secondo il quale dare consapevolezza storica e linguistica ai siciliani equivarrebbe a risvegliare in essi idee autonomiste”.